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Domenica 18 settembre 1983 è in programma la seconda giornata del campionato di serie B 1983 – ’84 ed il Pescara fa il suo debutto stagionale allo stadio “Adriatico” contro il Cesena. Caduto in C1 nel 1982, ci ha pensato lo specialista Tom Rosati a risollevare le sorti del Delfino, tornato tra i cadetti dopo un solo anno di “terza serie”. Riabbracciata la B, i biancoazzurri sono alla ricerca della prima vittoria nel torneo. Amaro infatti l’esordio a Campobasso, con il Delfino morso due volte dai Lupi negli ultimi cinque minuti, proprio quando sembrava poter uscire indenne dalla trasferta molisana. Negativo anche il bilancio del primo girone di Coppa Italia, chiuso all’ultimo posto dopo tre sconfitte contro Fiorentina, Ascoli e Casertana, un pareggio contro il Como ed una sola vittoria contro il Lecce. Tra Coppa e campionato, se si stila un bilancio delle prime sei partite del 1983 – ’84, i conti sono già da allarme rosso: appena due goal fatti, entrambi su rigore, e ben nove subiti.

Ecco allora tornare a riecheggiare a Pescara il vecchio ritornello “Rosati non è da serie B”, inciso nella seconda metà degli anni ’70 dagli “eterni ingrati”, gruppo molto in voga in quegli anni nel panorama dei calciofili biancoazzurri e tornato alla ribalta una decina di anni dopo. Il leitmotiv è sempre lo stesso: Tom azzecca tutto quando allena in serie C, conquista la B, ma poi il campionato cadetto si rivela puntualmente al di fuori delle proprie possibilità.

Era successo dopo la storica promozione tra i cadetti nel 1974, riaccade puntualmente nel primo scorcio degli anni ’80, dopo che ancora una volta il contributo dell’allenatore marchigiano non è stato certo di poco conto nell’immediata risalita in B del Delfino dopo la amara retrocessione in C del 1982. Ma Rosati neanche tende soltanto l’orecchio ad un disco rotto scopertosi improvvisamente un ever green, solo ed esclusivamente preoccupato di trovare la quadra, compito che contro il Cesena viene assegnato a Bartolini, Ioriatti, Caputi, Cotroneo, Cerone, Polenta, Cozzella, D’Alessandro, Tovalieri, Roselli e Testa. Impegno che si presenta durissimo contro i romagnoli, destinati sulla carta a recitare una stagione da protagonisti. I numeri sono tutti dalla parte della squadra di Marchioro, vittoriosa in casa alla prima giornata di campionato 1 – 0 contro il Varese ed addirittura capace di vincere il girone di Coppa Italia, eliminando addirittura l’Inter… Decisi a prolungare la scia di successi, i bianconeri scendono in campo “all’Adriatico” con Rampulla, Cuttone, Ceccarelli, Piraccini, Mei, Cravero, Garlini, Buriani, Bonesso, Gabriele e Sanguin.

Subito in apnea il Delfino, soprattutto al cospetto di Gabriele, davvero indemoniato e costantemente imprendibile per Cotroneo, suo marcatore diretto, appena rientrato da un infortunio ed anche per questo in palese difficoltà. Al 14’, è proprio Gabriele a crossare al centro per rifinire splendidamente la prima azione degna di nota del Cavalluccio, avviata da Piraccini e conclusa da Garlini di poco a lato. In vetrina, tutto il meglio della squadra di Marchioro, di nuovo bella ed anche pratica un minuto dopo: punizione dal limite dell’area per fallo di Ioriatti su Garlini, Piraccini tocca per Sanguin, cross, sponda intelligente di Bonesso ed ancora Sanguin si incunea per l’1 – 0.

Sembra davvero avere una marcia in più il Cesena, che continua a macinare gioco, senza però riuscire ad archiviare la pratica. I biancoazzurri capiscono di dover necessariamente rimanere umili al cospetto di avversari più blasonati, che non vuol dire però essere remissivi. Così, manovrando di rimessa, al 29’ Cozzella trova il pertugio giusto, ma si fa prendere da un eccesso di altruismo, servendo Tovalieri, senza dubbio piazzato peggio del compagno e tra l’altro troppo ben marcato per poter impensierire Rampulla. Lo stesso Tovalieri conclude poi fuori di poco, su assist di Cotroneo. Quindi, il terzo tentativo del giovane attaccante romano, che il buon Tom sta facendo crescere gradualmente, si rivela fruttuoso, procurandosi un rigore, decretato dall’arbitro Angelelli per un’ostruzione di Cuttone, che protesta moltissimo nella circostanza. Come accaduto nell’1 – 0 casalingo contro il Lecce, Polenta fa centro dagli undici metri, riportando il match in equilibrio.

Nella ripresa, Rosati richiama subito in panchina Cotroneo, vittima di nuovi acciacchi, e manda in campo Dalla Costa, implacabile nel tormentare Gabriele al pari di una zanzara in una notte d’estate, tanto che Marchioro, uscito di scena il suo uomo migliore per netti meriti del nuovo dirimpettaio abruzzese, è costretto a sostituirlo con Barozzi. Out Gabriele, in casa Cesena la luce si offusca, per poi spegnersi del tutto a partire dal 57’, quando Tom toglie Testa ed inserisce Tacchi, volendo all’opera una punta capace anche di lottare e sacrificarsi a centrocampo.

Mosse che trasformano completamente il Pescara, sempre più incontenibile per i bianconeri, alla faccia dei sostenitori dell’inadeguatezza di Tom al cospetto della serie B. Come era accaduto al Cavalluccio nel primo tempo, tocca ora al Delfino sbagliare goal facili facili, prima di affondare il colpo decisivo al 62’, quando Polenta mette al centro e Cozzella, ritrovando lo smalto dei tempi migliori, inzucca alle spalle di Rampulla, mettendo a segno la prima rete stagionale biancoazzurra su azione.

Negli ultimi venti minuti, l’unico, vero spettacolo lo regala Tom a bordo campo: fisso in piedi, urla, movenze, richiami, elogi, rimproveri – particolarmente acuto quello a Dalla Costa, espulso a due minuti dalla fine per fallo di reazione su Mei – sguardo fisso sui suoi, coda dell’occhio sul cronometro a controllare i rimanenti attimi di sofferenza, non lasciando nulla al caso per non compromettere la prima vittoria in campionato.

Che arriva, meritata, telecomandata attimo per attimo da Rosati forse anche con eccessivi sforzi, stante la prematura scomparsa dai radar del Cesena…

Federico Ferretti