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Domenica 2 marzo 1986 è in programma la 25° giornata del campionato di serie B 1985 – ’86 ed allo stadio “Adriatico” si gioca Pescara – Cremonese. Sette giorni prima, un goal di Benini a nove minuti dalla fine della trasferta di Cagliari ha restituito al Delfino una vittoria mancante da nove giornate. Dopo sei pareggi e tre sconfitte, un 1 – 0 di vitale importanza, contro la penultima in classifica, una delle rivali dirette per la salvezza.

Se il torneo fosse finito alla chiusura delle ostilità del “Sant’Elia”, si materializzerebbe un’appendice stagionale assolutamente vietata ai cuori biancoazzurri deboli: spareggio a tre Pescara – Arezzo – Catania su campo neutro per evitare la retrocessione in C1. Meglio non pensarci e concentrarsi, invece, sull’occasione di portare a casa la seconda vittoria consecutiva contro una Cremonese reduce dalla sconfitta in casa 2 – 1 contro il Bologna e che nell’ultimo periodo ha perso petali importanti della sua rosa, costruita per tornare subito in A dopo la retrocessione dell’anno precedente. Il polacco Zmuda, campione d’Italia nel 1984 con la maglia del Verona e pronto a disputare con la nazionale polacca il quarto mondiale della propria carriera, fattosi cacciare contro il Bologna, ha lasciato la difesa grigiorossa ancor più sguarnita, dopo le defezioni di Garzilli e Montorfano.

Il povero Mondonico, allenatore dei lombardi, non può neanche schierare a centrocampo Viganò e Nicoletti in attacco, altre due pedine significative per tecnica ed esperienza. Dunque, semaforo verde obbligato per l’esordio del diciottenne centrocampista Ferraroni e, in difesa, del neanche diciassettenne Giorgi. L’undici cremonese – senz’altro deluso per l’ottava posizione, a meno tre dalla quarta, l’ultima utile per la promozione – vede dunque protagonisti “all’Adriatico” Rampulla, Gualco, Giorgi, Ferraroni, Bencina, Citterio, Lombardo, Galletti, Bongiorni, Finardi e Chiorri. Rispetto al collega Mondonico, Catuzzi, ha sicuramente molti meno problemi di formazione, scegliendo Rossi, Venturini, Carrera, Bosco, Olivotto, Roselli, Pagano, Ronzani, De Martino, Gasperini e Rebonato.

Mentre il Nord è alle prese con una parentesi tardiva di freddo e neve, a Pescara da alcuni giorni soffia un fastidioso scirocco addensante umidità e nubi plumbee. Sul terreno di gioco, inzuppato dall’acqua caduta a più riprese nei giorni passati, il primo tema tattico interessante della gara vede Bosco triplicare il proprio ruolo.

Encomiabile nella doppia veste di libero e mediano, il ragazzo monzese fila via a destra che sembra un tornante di ruolo, scompigliando i piani di Mondonico e creando, dopo soli due minuti, la prima grande occasione per il vantaggio del Delfino, sfiorato da Rebonato, che scheggia di testa la parte superiore della traversa. Azione praticamente fotocopia al quarto d’ora, ma stavolta Rampulla fa buona guardia. Il portiere grigiorosso rischia invece la capitolazione al 33’, salvato da Lombardo in chiusura provvidenziale su De Martino, dopo un’incertezza sul pallone crossato per l’ennesima volta da destra verso l’area piccola da Bosco.

Nel mezzo dell’inconcludente dominio biancoazzurro, un solo lampo degli uomini di Mondonico con Chiorri, che per poco non si regala nobili candeline da spegnere in occasione del suo 27° compleanno. La festa, invece, la fa il Delfino al 41’: angolo di Gasperini, vespaio nell’area piccola lombarda e stilettata vincente di De Martino a Rampulla nella sfida personale tra nazionali Under 21. Un goal che per sviluppo d’azione – anch’esso infatti giunse dopo un corner – ricorda a più di qualcuno quello di Polenta in un altro Pescara – Cremonese, giocato nel 1983 – ’84, conclusosi con la vittoria biancoazzurra 1 – 0 e pertanto potenzialmente foriero di buoni auspici…

La ripresa inizia subito con gli abruzzesi volti ad archiviare anzitempo la pratica giornaliera, stante gli avversari visibilmente disagiati sul campo, privi di troppi giocatori decisivi per il gioco di Mondonico. Dopo quattro minuti, Gaperini sfiora il raddoppio da posizione più che buona con un pallonetto mal calibrato, sessanta secondi prima dell’espulsione di Galletti, che abbandona i suoi dopo il secondo cartellino giallo mostratogli dall’arbitro Vecchiatini. E’ l’episodio che sembra davvero bollare come impossibile la rimonta lombarda, eppure, al 57’, Rossi deve esibirsi in una parata tutt’altro che facile per relegare in angolo la minaccia portata da un insidioso calcio di punizione di Chiorri.

Neanche Mondonico, uomo di grande tempra, si dà per vinto e cerca di guadagnare metri inserendo prima la punta Galluzzo e poi il centrocampista Correnti rispettivamente per i due esordienti Ferraroni e Giorgi, ma finisce per perdere un altro uomo, Lombardo, infortunatosi nel finale di gara. Esauriti i cambi – allora massimo due, così come i punti assegnati in caso di vittoria – inevitabile la resa incondizionata dei grigiorossi che regala al Delfino almeno un po’ di momentaneo refrigerio all’ombra della zona tranquillità, due spanne sopra quella calda…

Federico Ferretti