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Domenica 29 gennaio 1989 è in programma la 15° giornata del campionato di serie A 1988 – ’89 ed il Pescara ospita il Bologna. Tre sconfitte di fila contro Lecce, Sampdoria e Como hanno segnato in negativo l’inizio del 1989 del Delfino, ritrovatosi quart’ultimo in classifica insieme ad un mucchione che comprende altre quattro squadre, tra cui anche il Bologna. Un torneo davvero incerto quello che stanno giocando le compagini in lotta per non retrocedere e che ogni domenica cambia la composizione dei gironi infernali, pronunciando alterne condanne. In tal senso, la giornata si preannuncia assai importante, contemplando, oltre al match “dell’Adriatico”, altri due spareggi salvezza, ovvero Cesena – Lecce e Torino – Como, con i granata tristemente ed insolitamente fanalino di coda. Galeone, allenatore biancoazzurro, sa bene che un eventuale quarto insuccesso, oltre a complicare ulteriormente il destino degli abruzzesi, potrebbe anche iniziare ad arroventare la sua panchina. Sperando in un’immediata inversione ad “U” che faccia risalire il Delfino, il tecnico napoletano lascia in panchina i due nuovi acquisti brasiliani del mercato, ovvero il centravanti Edmar ed il fantasista Tita, affidandosi a Gatta, Camplone, Bergodi, Ferretti, Junior, Ciarlantini, Pagano, Marchegiani, Zanone, Gasperini e Berlinghieri. In quanto a stranieri, il trio acquistato dalla società emiliana non ha certo aiutato Maifredi, allenatore che ha riportato il Bologna in A dopo ben sei anni di serie cadetta, a rendere ancor più frizzante il suo calcio champagne. Solo il belga Demol, terzino – stopper, infatti, è nell’undici titolare “dell’Adriatico”, schierato con il numero tre a presidio della retroguardia sulla fascia sinistra ed incaricato di una mission impossible, ovvero non far rimpiangere la classe e l’esperienza di un certo Cabrini. Solo panchina, invece, per il centrocampista finlandese Aaltonen (studente modello di economia e commercio, decisamente meno applicato sul campo) e l’attaccante cileno Rubio (ancora oggi inspiegabilmente preferito a Zamorano dopo un periodo di prova per entrambi sotto le due torri). Al già citato Demol, Maifredi, in difesa, affianca Luppi, De Marchi e Monza, oltre al portiere Sorrentino, a centrocampo si muovono Pecci, Poli, Bonini, Bonetti ed Alessio, mentre l’unica punta di ruolo è Marronaro.

La zona di Galeone inizia ben presto a prevalere su quella di Maifredi, avvalendosi, soprattutto, del contributo delle ali Pagano e Berlinghieri. Proprio quest’ultimo, al 10’, dopo un bel triangolo con Ferretti e Junior, entra in area, ma centra in pieno Sorrentino in uscita, che respinge con il piede destro. Al 14’, Bologna pericoloso con Pecci, che al volo, dal limite dell’area, costringe Gatta al balzo felino sotto l’incrocio per evitare l’eurogoal del mediano rossoblu. E’ anche la sfida tra due capitani, come Junior e Pecci, di un lungo corso di lotta e di governo, che l’asso brasiliano, però, sembra portare dalla sua parte, ben dettando i tempi per i compagni, al contrario del diretto avversario, non sempre lucido, specie nel rilanciare l’azione. Eppure, è il bolognese ad averla vinta al 16’, là dove Junior fa, calciando l’angolo su cui la testa di Zanone va in cielo e Pecci disfa, salvando Sorrentino, ormai battuto. E’ sempre Leo a lanciare poi Pagano, che sullo scatto viene steso da De Marchi proprio al limite dell’area (fuori, però, secondo l’arbitro Pezzella), mentre Sorrentino, nell’azione, si stira il polpaccio ed è costretto a dare il cambio a Cusin, normalmente il titolare della squadra di Maifredi. Proprio il neo entrato a presidio della porta felsinea se la vede brutta alla mezz’ora, quando sottovaluta un tiraccio di Marchegiani dalla distanza che si infrange sulla traversa e ringrazia poi ancora un legno, il palo, che dice di no al colpo di testa di Berlinghieri.

Dieci minuti del secondo tempo di attenta riflessione per Galeone che decide che è arrivato il momento di giocare con il “falso nueve”: fuori, dunque, Zanone, dentro Tita. Ed è subito premio per il Gale: assist di testa di Junior e Tita, forse più che in sospetto fuorigioco, supera di destro Cusin sul palo più lontano, nonostante le proteste di tutto il Bologna, Maifredi compreso dalla panchina. I rossoblu si innervosiscono e patiscono il rinnovato entusiasmo del Delfino che, al 74’, raddoppia con un “gollonzo” propiziato da Luppi che, nel tentativo di spazzare via la palla, colpisce sul petto Berlinghieri, che la spunta comicamente, spiazzando Cusin. Ma, purtroppo per i biancoazzurri, ecco l’eccezione che fa la regola a proposito dello sfortunato trio degli stranieri emiliani: Demol, liberato in area abruzzese, complice un pasticcio della difesa, rispolvera un sinistro dimenticato ormai da tempo nelle soffitte delle due torri e brucia ogni tentativo di reazione di Gatta, riaprendo i giochi. Per pochissimo, però, perché, dopo soli tre minuti, Pecci sbaglia grossolanamente un pallone in uscita – perfetta istantanea dell’infausto pomeriggio dei rossoblu – consegnandolo a Junior, che avanza, entra in area defilato sulla destra, Cusin fa quel che può sul suo destro, ma arriva Berlingieri che, a porta vuota, segna doppietta e definitivo 3 – 1.

Complici i risultati dagli altri campi, il Bologna, fermatosi dopo due risultati utili di seguito (una vittoria ed un pareggio), si ritrova ultimo in graduatoria, insieme a Lecce ed Ascoli, mentre il Delfino, almeno per una settimana, si allontana dalle acque torbide…

Federico Ferretti

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