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Domenica 24 ottobre 1999 si gioca l’ottava giornata del campionato di serie B 1999 – ’00 ed il Pescara è impegnato in trasferta sul campo dell’Empoli. Dopo un turno di riposo, ecco riaccendersi i riflettori sul torneo cadetto, ove il sorprendente Delfino è balzato al quarto posto in classifica, in piena zona promozione, seppure in compagnia di Napoli e Ternana. Dopo una sconfitta ed un pari, Galeone, tecnico biancoazzurro – potendo contare anche sul miglior attacco della B (12 reti all’attivo) – va a caccia della quarta vittoria in stagione, che sarebbe la seconda in trasferta, per continuare ad abitare nelle zone nobili della cadetteria. Laddove, secondo i pronostici, sarebbe dovuto esserci anche l’Empoli, autore, però, di un deludente inizio di stagione, solo undicesimo ed attardato di tre punti dall’ultima piazza utile per la serie A. Nelle prime sette giornate, gli azzurri non hanno conosciuto mezze misure, vincendo tre gare e perdendone quattro, di cui la penultima a margine di un terribile 6 – 0 in quel di Vicenza. In zona goal, poi, rispetto al Pescara, la squadra di Gustinetti è ai poli opposti, addirittura la peggiore del torneo, con appena quattro reti segnate. Se non altro, fino a quel momento, il “Castellani” ha sempre fruttato i tre punti ai toscani. Galeone configura un 4-3-3 con Bordoni in porta, Chionna, Giampietro, Zanutta e Lambertini in difesa, Baldi, Ruscitti e Sullo a centrocampo, Rossi, Vukoja e Giampaolo in attacco. Gustinetti fronteggia un 4-4-2 con Gazzoli tra i pali, Bellini, Fusco, Bianconi e Mignani nel pacchetto arretrato, Pinciarelli, Giampieretti, Pane ed Alfieri in mediana, Cappellini e Saudati di punta.

Dopo otto minuti, Chionna si fa male, obbligando Galeone a rivedere i propri piani tattici: la scelta ricade su Gelsi, un centrocampista, con conseguente arretramento di Baldi nella linea dei quattro marcatori davanti a Bordoni. Nessun patema, però, per il Delfino, che, anzi, sfrutta al meglio un tridente offensivo in cui sembrano miscelarsi al meglio il movimento senza sosta di Giampaolo, il fisico di Vukoja e le improvvise accelerazioni di Rossi. Proprio quest’ultimo, insieme a Giampaolo, colleziona le due palle goal migliori per gli abruzzesi nel corso del primo tempo, entrambe fuori di poco. I toscani vengono fuori alla distanza, grazie, soprattutto, al dinamismo di Pane e Pinciarelli nel cuore del campo, ma denotano le consuete carenze in prima linea: Cappellini, infatti, appare fuori forma, lasciando tutto il peso dell’attacco sul povero Saudati, che fa quel che può, cioè poco, soprattutto per inesperienza. Dunque, a parte qualche mischia in area, zero occasioni nitide.

Secondo tempo in cui, dopo un’opposizione con i pugni di Gazzoli su una bomba dalla distanza dell’ottimo Gelsi, a tenere banco sono, principalmente, le sostituzioni: al 7’, fuori Rossi e dentro Palumbo per dare ossigeno all’attacco biancoazzurro, che, dal 25’, si avvale anche del contributo di Massara al posto di Vukoja. Proprio Massara, dopo aver beffato la difesa empolese, viene steso in area da Fusco: rigore per tutti, ma non per il giovane arbitro Paparesta che, dopo preso più di qualche decisione discutibile nell’arco della gara, la combina davvero grossa, ammonendo addirittura per simulazione il povero Massara, talmente sbigottito da non avere neanche la forza di protestare civilmente. Poco dopo, Gustinetti rivista il suo Empoli in chiave più offensiva, richiamando Pinciarelli e Cappellini per Bresciano e Di Natale. E, dopo nove minuti, Totò goal ripaga la fiducia accordatagli dal proprio allenatore, trovando un rasoterra splendido al volo, dopo una respinta maldestra di Bordoni su azione d’angolo. La girandola dei cambi sembra aver trovato vento favorevole a Gustinetti che, però, insieme ai suoi, al 49’, davvero non può considerare il triangolo, splendido, Giampaolo – Sullo – Giampaolo che fa a fette a difesa azzurra, infilando Gazzoli.

Un pareggio che, proprio sul gong, blocca il provvedimento di esproprio del quarto posto gravante sul Delfino ad opera del Vicenza.

Federico Ferretti

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