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Domenica 20 novembre 1988 è in programma la sesta giornata del campionato di serie A 1988 – ’89 ed il Pescar ospita il Torino. Dopo un buon pareggio interno senza subire reti nella partita casalinga di esordio contro la Roma, ecco in serie l’1 – 3 contro il Milan e, soprattutto, il pesantissimo cappotto di Napoli che, con addirittura otto reti al passivo, ha zavorrato un Delfino apparso decisamente troppo scoperto. Pausa di riflessione, conclusa da Galeone con una forse amara, ma saggia decisione: meno zona, robuste marcature ad uomo e valorizzazione massima dei due esterni, Pagano e Berlinghieri. Una tattica intrapresa da due turni, che ha fruttato un pareggio interno per 0 – 0 contro il Verona ed una importantissima vittoria esterna 1 – 0 ad Ascoli, diretta concorrente per la salvezza. Ora si tratta di fare il tris contro la squadra di Radice, appaiata in classifica agli abruzzesi. Ma questa non è solo una delicata sfida in ottica salvezza: è anche la madre di tutte le partite di Leo Junior, trentacinquenne talento brasiliano da due anni a Pescara dopo essersi ritagliato un ruolo importante nel calcio italiano, disputando tre ottime stagioni in maglia granata. Nessuna rivincita personale, però, a sentir parlare Leo, che, da capitano biancoazzurro, pensa solo a regalare alla sua squadra la prima vittoria stagionale “all’Adriatico”, nonostante l’anno precedente abbia ottenuto solo un punto tra andata e ritorno contro il suo ex Toro. Del resto, Leo a Pescara si è sentito sin da subito a casa, considerando la società biancoazzurra una sorta di famiglia allargata. Basti pensare che suo figlio Rodrigo, cinque anni, è divenuto la mascotte di Galeone e co: ogni volta che si gioca in casa, “Juniorinho” lascia il verde della pineta in cui è immerso il suo asilo per dare due calci prima del fischio d’inizio con il papà, salutare arbitro e capitano della squadra avversaria ed accosciarsi accanto a Leo per la foto di rito, prima di volare in panchina a fare un tifo indiavolato per il Delfino. Calciatore, ma non solo: imperdibile, infatti, per molti tifosi l’appuntamento settimanale con “Brasi…Leo”, trasmissione in onda su una emittente televisiva locale e condotta proprio da Junior, in cui si mescolano calcio e musica, altra sua grande passione. In una domenica che non può essere come tutte le altre per Leo, il numero cinque verdeoro si appresta a posizionarsi in cabina di regia, coadiuvato a centrocampo da Pagano, Marchegiani, Gasperini e Berlinghieri, aventi il compito di rifornire Tita in avanti e di proteggere la difesa affidata a Dicara, Bergodi, Bruno e Ciarlantini, mentre in porta, imbattuto da due giornate, opera Zinetti. Radice, considerato a rischio esonero per l’avvio alquanto stentato del suo Toro, manda in campo Lorieri, Rossi, Ferri, Landonio, Benedetti, Cravero, Zago, Sabato, Muller, Edu e Skoro.

Dopo appena un minuto, Pagano lancia Berlinghieri in area e Ferri interviene in modo molto dubbio. Sono i primi campanelli d’allarme per il Toro di giornata, che divengono squillanti al quarto d’ora: punizione dalla sinistra vellutata di Junior per la testa vincente di Berlinghieri, che supera Lorieri, rimanendo quasi incredulo dell’assoluta libertà di azione lasciatagli in eredità da Cravero. Secondo goal consecutivo per Berlinghieri, a segno sette giorni prima anche ad Ascoli. Chissà che non gli abbia portato fortuna il sale sparso dietro alla porta di Lorieri da un tifoso scaramantico. In più, secondo i nuovi diktat di Galeone, tatticamente la gara si configura al meglio per il Delfino, che continua a guizzare velocissimo specie a centrocampo ove il Torino, orfano di Comi, annaspa. Presto detto: al 42’, Berlinghieri ruba un pallone allo svagato Edu e serve Gasperini, che apre sulla destra per Pagano che sembra il cavallo di Attila sulla fascia destra, lasciando il povero Rossi ad arrancare sulle secche erbe ed infilando l’incolpevole Lorieri. E Junior? Festeggia insieme ad i compagni un dominio netto e, per certi versi, inaspettato. Il rammarico, però, è grande, quando Leo ha la possibilità di griffare personalmente la sua prima vittoria da ex, ma si vede respingere dal palo una sublime punizione dal limite dell’area.

Nel secondo tempo, Radice toglie Landonio, un mediano, ed inserisce la terza punta, Bresciani, che si colloca tra Muller e Skoro, provando a mettere più pressione alla spesso criticata difesa pescarese. Che, però, grazie a Ciarlantini più libero del solito qualche metro dietro la difesa ed al filtro assicurato dagli immensi polmoni di Marchegiani e Gasperini, oltre che, ovviamente, di Junior, conferma il trend delle ultime due giornate, rimanendo lucida e compatta. Unico sussulto granata, un tiro in mischia di Bresciani respinto sulla linea da Marchegiani al 65’. Ma prima ne era già passata d’acqua sotto i ponti per il Toro, tenuto in piedi da Lorieri e dalla scarsa mira di Pagano e Berlinghieri, quest’ultimo splendidamente servito da Junior in due azioni incredibilmente identiche, perfettamente in linea con i dettami di Galeone e che avrebbero senz’altro meritato una miglior sorte. I poveri terzini, Rossi e Ferri, al cospetto dei dilaganti Pagano e Berlinghieri fanno quasi tenerezza, al pari di Cravero, sempre in affanno nel contrastare Tita (tra l’altro falso nueve) ed in evidente impasse al momento di far iniziare l’azione da dietro. In mediana, il grigiore è generale, Edu compreso, visto il lavoro massacrante in fase di copertura richiestogli da Radice. Se poi Muller sembra valido tecnicamente, ma incostante, e la sua spalla Skoro perde nove palloni su dieci, il sospetto che il Toro stia attraversando uno dei periodi più bui della sua storia si avvicina molto alla realtà.

Comprensibile, dunque, lo sfogo, a fine gara, del presidente granata, Gerbi, che assolve Radice e punta il dito contro gli stranieri del suo Torino, chiedendosi come sia possibile lasciarli liberi di scorrazzare sulle strade del campionato italiano di serie A senza il previo rilascio di un patentino che ne attesti un adeguato valore tecnico. Ed il Pescara? Solo complimenti per una salvezza “Junior”, in cui molti ripongono le speranze che diventi “Senior” a fine anno..!

Federico Ferretti

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