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Sabato 5 ottobre 2013 è in programma l’ottava giornata del campionato di serie B 2013 – ’14 ed allo stadio “Adriatico” si gioca Pescara – Spezia. AAA cercasi Delfino formato promozione per riprendersi il massimo campionato dopo la brutta retrocessione dell’anno precedente. Chi l’ha visto sino a quel momento? Decisamente in pochi. Lo squillante esordio casalingo contro la Juve Stabia, liquidata con un perentorio 3 – 0, ha illuso tutti, perché poi i biancoazzurri non hanno più saputo vincere, portando a casa solo quattro pareggi e due sconfitte che gli hanno riservato un 14° posto in mischia decisamente in chiaroscuro.

Per carità nulla è perduto e ci sono ampi margini di tempo per recuperare e migliorarsi, però la partenza lenta a suon di “X” degli abruzzesi spinge a chiedersi se sia solo una difficoltà di assestamento, tipica di inizio stagione, o se invece ci si debba subito rassegnare ad un generale ridimensionamento degli obiettivi. Difficile rispondere ad una domanda dopo un incipit assai misterioso, in cui la squadra di Pasquale Marino, fatta salva la prima partita del torneo, non ha mai dimostrato continuità nell’arco dei 90 minuti, costantemente ondivaghi nello sviluppo del gioco e nella successione degli eventi.

La rimonta, in particolare, sembra essere una costante: già quattro quelle subite, solo una quella conquistata dal Delfino, che segna molto al pari di Empoli, Varese, Modena e Crotone – 11 goal, meglio solo il Siena con 14 – ma subisce troppo (già 10 i dispetti degli avversari, come la Ternana, terza peggior difesa dei cadetti dopo quella della Juve Stabia, bucata 14 volte, del Padova e del Crotone, colte impreparate in 12 circostanze). Contro i liguri, Marino opta per il 4-3-3, lascia in panchina il portiere Pelizzoli, non al meglio, e manda in campo tra i pali Belardi, in difesa Balzano, Schiavi, Bocchetti e Rossi, a centrocampo Nielsen ed i rientranti Rizzo e Brugman ed in attacco Cutolo, Maniero e Ragusa.

Per “l’Adriatico” la sfida contro lo Spezia è l’occasione per riabbracciare per la prima volta da ex bomber Marco Sansovini, 139 presenze e 46 goal in maglia biancoazzurra tra il 2007 ed 2012, in serie C1 e, soprattutto, in B, protagonista della magnifica cavalcata verso la A nel tridente delle meraviglie insieme ad Immobile ed Insigne, sotto la guida di Zeman. Ritorno al passato anche per l’allenatore bianconero Stroppa, a guida degli abruzzesi nelle prime 13 giornate della fortunata serie A 2012 – ’13 prima di rassegnare le dimissioni. Davvero egregio il lavoro svolto dall’ex mister del Delfino, che ha portato i suoi al sesto posto in classifica, in compagnia del Modena, in piena zona play off.

Imbattuti da tre turni, impreziositi da due vittorie ed un pari, insieme a Bari, Avellino ed Empoli, gli “Aquilotti” detengono la seconda miglior difesa del torneo, avendo subito solo cinque reti, due in più della capolista Lanciano e, classifica alla mano, poco importa che, segnandone altrettante, la prima linea ligure sia piuttosto spuntata, priva per lo più di Ferrari e Catellani. Contro il suo ex passato, Stroppa propone il modulo 4-2-3-1 con Leali in porta, Baldanzeddu, Ceccarelli, Lisuzzo e Migliore nella retroguardia, Bovo ed Appelt Pires mediani bassi, Rivas, Moretti ed il recuperato Culina trequartisti dietro all’unica punta Ebagua, altro ex pescarese al pari del difensore Borghese, in panchina insieme a Sansovini, di ritorno da un infortunio.

Cutolo pare subito il giocatore più in forma del pomeriggio, ficcante e minaccioso dopo appena un minuto, senza che però Leali si lasci sorprendere sul suo palo. Ci prova poi in azione personale anche Brugman, conclusa con un tiro fiacco, ma tutto il Pescara si muove bene, corto ed aggressivo, rischiando però al 12’ su un cross di Baldanzeddu, respinto in area da Bocchetti proprio sui piedi di Rivas che per fortuna di Marino e co sparacchia da ottima posizione. Cutolo continua a spadroneggiare costringendo Leali alla respinta in corner su cui poi il Delfino non riesce ad approfittare dell’uscita a sbagliata del portiere avversario.

Ma è sempre Cutolo a spadroneggiare: al 19’, scarico posteriore per l’accorrente Ragusa e salvataggio provvidenziale di Lisuzzo in angolo a Leali ormai più che probabilmente battuto. Tocca quindi a Maniero, su punizione, guarda caso di Cutolo, sprecare da due passi con un’improbabile volee di destro, spiazzando così anche altri due biancoazzurri sganciatisi sul secondo palo, quando il colpo di testa poteva e doveva essere la soluzione più logica. Poco dopo, su un capovolgimento di fronte avviato da Belardi, tranquillo nel parare una morbida punizione di Moretti, si scatena Nielsen, che scambia con Ragusa e conclude di poco alto.

Quindi, al 29’, il più che meritato vantaggio per il Delfino e per Cutolo, implacabile, su cross dalla sinistra di Rossi, nel castigare di sinistro in diagonale Leali, dopo un triplice clamoroso liscio di Ceccarelli, Lisuzzo e Migliore a centro area. Di bene in meglio per gli abruzzesi, fermati solo da Leali, attento a mettere in angolo una conclusione dalla distanza di Brugman ed addirittura prodigioso su un fendente collo esterno da fuori area di Nielsen, ottimamente “svelato” da Maniero, ormai destinato a ripulire il sette dalle ragnatele. Il portiere spezzino rischia però la frittata ad un minuto dalla fine, regalando la palla in uscita a Maniero, il cui colpo di testa a porta vuota viene allontanato sulla linea in rovesciata da Ceccarelli. Nel mezzo, liguri lenti ed assai prevedibili, a parte una botta di Ebagua forte ma centrale, controllata da Belardi.

Due cambi per parte ad inizio ripresa: forzato quello di Marino, che perde Bocchetti per noie muscolari e lo rimpiazza al centro del pacchetto arretrato con Cosic, tattico quello di Stroppa, che toglie Moretti e prova il colpo dell’ex buttando dentro Sansovini, seconda punta nel nuovo 4-4-2 bianconero. Pian piano, si ripete lo stesso copione delle precedenti esibizioni: cala il Delfino, salgono di tono gli avversari, pericolosissimi all’8’ con Culina, letteralmente ipnotizzato dall’ottimo Belardi, che non si lascia incantare neanche dal magnifico assist di Sansovini.

Che, però, non fa sconti all’universo biancoazzurro quattro minuti dopo, innescando la spizzata di Ebagua per l’inserimento vincente di Bovo. Il nigeriano pare essere in fuorigioco, ma protestate sembra quanto meno inopportuno perché in campo c’è solo la squadra di Stroppa, che si fa sempre più minacciosa. Cutolo sparisce, Schiavi e Belardi chiudono su Sansovini, poi è la traversa a salvare il Delfino da un’inzuccata di Ebagua, che va in cielo su azione d’angolo. Politano per Rizzo e Padovan per Maniero limitano i pericoli creati dallo Spezia tenendo palla nella trequarti avversaria, prima dell’ultimo brivido regalato da Sammarco, sostituto negli ultimi sette minuti di Bovo, autore di una conclusione non molto lontana dall’incrocio dei pali.

Conti della serva alla mano, forse più un punto guadagnato che due persi per un Delfino però sempre troppo alimentato a corrente alternata, divenuto… “spezialista” in pareggi…

Federico Ferretti