Sabato 15 aprile 1995 è in programma la 30° giornata del campionato di serie B 1994 – ’95 ed il Pescara riceve il Chievo. Ad otto turni dal termine, si profila uno scontro salvezza a tutti gli effetti, a cui sembra arrivare meglio il Delfino, reduce da tre risultati utili consecutivi e piazzato in classifica ad una distanza di sicurezza pari a +4 sulla zona pericolo. I problemi per Francesco Oddo, tecnico biancoazzurro, si segnalano alla voce difesa (la peggiore del campionato, con ben 51 reti subite) e formazione tipo, stante numerose defezioni dovute a squalifiche ed infortuni. Un undici, pertanto, obbligato, che vede protagonisti De Sanctis, Gaudenzi, Farris, Ferazzoli, Loseto, Voria, Baldi, Palladini, Giampaolo, De Patre e Di Giannatale. Se la graduatoria fosse definitiva, il Chievo, quart’ultimo, sarebbe retrocesso in C1. La compagine di Malesani, inoltre, specializzata in pareggi (ben 11), è la classica squadra da trasferta, dove, però, non vince addirittura dal mese di ottobre. In campo, per i clivensi, ecco, dunque, Borghetto, Moretto, Guerra, Gentilini, Maran, D’Angelo, Rinino, Zironelli, Cossato, Curti e Valtolina.

In uni dei sabati santi più rigidi della storia della meteorologia italiana (con oltre un metro di neve caduto nel vicino Fucino), l’ennesimo infortunio che flagella la rosa del Pescara gela, dopo 25 minuti, “l’Adriatico”: pure Farris, infatti, è costretto ad arrendersi, il giovane Rosone lo sostituisce e Gaudenzi trasloca di fascia in difesa, passando a sinistra. Proprio il neo terzino sinistro, con la fascia di capitano al braccio per l’assenza di Nobile, oltre a non concedere nulla dietro, è il maggior tessitore della tela di trame offensive del Delfino, che può contare anche sulle geometrie dei tre centrocampisti, Ferazzoli, Baldi e Palladini. Logico che le occasioni migliori siano tutte dei bianco azzurri, specie dopo la mezz’ora, quando Borghetto inizia il proprio show di giornata respingendo d’istinto, da campione, una conclusione di Giampaolo, un colpo di testa di Loseto ed una doppia conclusione di Baldi e di Di Giannatale. Viceversa, il Chievo non fa mai capolino oltre la propria metà campo, tanto che Cossato e Valtolina si preoccupano più di aumentare la densità nelle retrovie, piuttosto che buttarsi in avanti. Eppure, gli uomini di Malesani, quelle poche volte che riescono a recuperare palla, provano sempre a giocarla palla a terra, tranquilli, senza commettere scorrettezze o approfittando di antipatici mezzucci per perdere tempo. Insomma, sembrano lo specchio della società modello che il presidente Campedelli, il più giovane di tutti i club calcistici d’Italia, sta costruendo per future imprese.

Intanto, nel secondo tempo, la supremazia territoriale del Pescara diviene assedio che, però, si scontra ancora con Borghetto, bravissimo su De Patre al 12’ e super pure in uscita poco dopo, ad allontanare una nuova minaccia bianco azzurra. Gli abruzzesi iniziano a perdere forze fisiche e nervose e sono costretti a cedere qualcosa dietro. Così, De Sanctis ringrazia Guerra quando, in azione di contropiede, il terzino lo centra in pieno, sfiorando il vantaggio clivense. Oddo, visibilmente preoccupato, vede, però, bene, quando richiama in panchina Baldi e butta dentro Luiso, il terzo attaccante. Che, dopo aver fallito il bersaglio da pochi passi alla mezz’ora, si riscatta a tre minuti dalla fine: cross perfetto di Palladini ed il “Toro di Sora” non sbaglia di testa la specialità della casa, senza che stavolta Borghetto possa opporsi. C’è tempo poi, nel recupero, anche per un goal di Giannatale, giustamente annullato dal bravo arbitro Bazzoli per fuorigioco. Tre punti vitali e porta di nuovo inviolata dopo ben undici giornate!

Una testata che sa di salvezza. Bravo, papà Oddo!

Federico Ferretti

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