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Domenica 25 ottobre 1987, dopo una settimana di sosta in concomitanza con le gare delle Nazionali valevoli per la qualificazione agli Europei di Germania 1988, la serie A 1987 – ’88 riprende con la sesta giornata ed “all’Adriatico” si disputa Pescara – Sampdoria. Per il Delfino mai pausa fu più salutare per digerire le sei sfogliate napoletane servite da Maradona e co nel 6 – 0 del San Paolo. Nonostante la batosta partenopea, l’inizio di campionato dei biancoazzurri rimane comunque ottimo, considerato il deflagrante esordio di S. Siro che ha messo a tappeto 2 – 0 l’Inter e le prime due partite casalinghe, dove la squadra di Galeone ha fatto bottino pieno contro Pisa (2 – 1) e Cesena (1 – 0). Un Pescara che non conosce vie di mezzo, non avendo ancora pareggiato, ma che dimostra di essere rientrato a proprio agio nel massimo campionato, dopo sette anni di assenza. Con un punto in più della squadra di Galeone ed una sola sconfitta, seppur pesante nel 4 – 1 patito in trasferta contro il Torino, la Samp vuole, invece, scrollarsi di dosso il fastidioso epiteto di incompiuta. Manca ancora più di un anno al debutto di “Striscia la Notizia”, ma se il telegiornale satirico fosse già in onda e Brumotti (tra l’altro ligure, anche se tifoso del Napoli) facesse parte della squadra degli inviati, parlerebbe di un autentica macchina da guerra, ferma, però, con le quattro frecce, in attesa di completare la propria maturità per poter giungere a grandi traguardi. A riprova di ciò, basta solo leggere la formazione che Boskov, pittoresco tecnico blucerchiato, schiera “all’Adriatico”: Bistazzoni, Briegel, Mannini, Fusi, Vierchowod, Pellegrini, Pari, Cerezo, Salsano, Mancini e Vialli. Un autentico carro armato che Galeone spera non passi sopra il suo Delfino, sospinto da Gatta, Benini, Camplone, Galvani, Ciarlantini, Di Cara, Pagano, Loseto, Gasperini, Sliskovic e Berlinghieri.

I primi venti minuti vedono una Samp cingere d’assedio il Pescara: Briegel viene fermato in angolo da Loseto, mentre Vialli, Vierchowod e Mancini (due volte) si esercitano al poligono di tiro, mancando, però, il bersaglio grosso. I bianco azzurri, super abbottonati da Galeone dopo la briscola di Napoli, si oppongono affannosamente agli incessanti attacchi avversari. La baracca è scossa, ma regge, grazie, soprattutto, a Di Cara, spostato nel ruolo normalmente occupato da Bergodi – lasciato in panchina – con conseguente spostamento a centrocampo di Loseto ed inserimento, nel ruolo di libero, di Ciarlantini, autentico leader della difesa. Sliskovic, di solito rifinitore, ma schierato come unico attaccante (dire che sia “falso” il numero nove sulle spalle di Gasperini è un eufemismo…), prova ad allentare la pressione doriana al 24’, ma il suo colpo di testa, dopo un cross dalla destra di Galvani, bravo a rubare palla a Salsano, termina alto sulla traversa. Anche i blucerchiati hanno un falso nueve, Salsano, sostituto dell’infortunato Bonomi, mentre Vialli, rientrato forse stanco dalla trasferta di Berna con l’Italia, non sembra in giornata di grazia. Ma Boskov può contare anche su due difensori – stantuffi come Briegel e Mannini, un mix esplosivo di forza fisica e velocità, come dimostra il palo clamoroso colpito da Mannini al 28’, dopo una splendida azione affidata alla regia d’autore di Cerezo e Mancini, autentici mattatori in campo. La riprova qualche istante dopo, quando Cerezo scodella una meraviglia in area per Vialli, che si fa fermare in due tempi da un provvidenziale Gatta. Che si ripete, sul finale di tempo, riuscendo addirittura a bloccare una punizione dal limite dell’area di Mancini, apparsa ormai fatale per i biancoazzurri.

Il tasso tecnico della Samp, addirittura proibitivo per il Delfino in alcuni frangenti, mette a dura prova di nuovo Gatta ad inizio del secondo tempo, quando il portiere abruzzese rintuzza un tiro di Mancini sui piedi di Cerezo che, da posizione favorevole, calcia fuori. Più che giustificati i complimenti a fine partita del collega Bistazzoni, che deve compiere un solo intervento con i piedi su Pagano, mentre l’Under 21 di casa sbarra ancora la strada a Mancini. Per due volte Sliskovic riesce ad alzare il baricentro dei suoi ed in altrettante occasioni protesta con l’arbitro Casarin, chiedendo la massima punizione, dopo essere venuto a contatto con Pellegrini e Vierchowod. La grande densità in area biancoazzurra costringe gli uomini di Boskov al bombardamento dalla distanza, e Briegel, surclassati tre avversari sullo scatto, colpisce il secondo legno di giornata, per poi ostacolarsi con Vialli al momento clou. La Samp continua a giocare a freccette ed è un autentico sollievo per il clan biancoazzurro l’ultimo intervento, su una staffilata di Salsano, con cui Gatta vola da imbattuto a chiudere definitivamente la porta che scotta…

Federico Ferretti

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