Sabato 6 dicembre 2014 si gioca la 17° giornata del campionato di serie B 2014 – ’15 ed il Pescara fa tappa sul campo della Pro Vercelli per la prima volta nella sua storia. Il quint’ultimo posto del Delfino, in compagnia del Varese, appena un punto sopra la zona caldissima, agita le acque in casa biancoazzurra e non fa di certo dormire sonni tranquilli all’allenatore Baroni, alle prese con una squadra abile in prima linea, ma troppo vulnerabile in difesa. Maniero e Melchiorri sono già a quota otto goal a testa, contributo notevole nel totale delle 25 segnature abruzzesi, che non a caso detengono il terzo miglior attacco del torneo dietro a Carpi (leader con 30), Frosinone e Trapani (entrambi a 27). Venticinque è però anche il numero dei palloni raccolti in fondo al sacco dai portieri pescaresi Fiorillo ed Aresti, decisamente troppi per chi aspira ad una nobile classifica.

Baroni preferirebbe senz’altro meno estetica e più solidità e qualche segnale positivo in tal senso si è intravisto quattro giorni prima della partita di Vercelli nel quarto turno di Coppa Italia a Reggio Emilia, nonostante l’eliminazione conseguente alla sconfitta 1 – 0 ad opera del Sassuolo, compagine di serie A. Tra le risaie, però, l’allenatore biancoazzurro deve fare la conta dei feriti e dei… “cattivi” appiedati dal giudice sportivo. La mediana abruzzese appare il settore più penalizzato, priva degli infortunati Brugman, Milicevic e Nielsen e degli squalificati Lazzari e Memushaj, ma, soprattutto, due come Caprari, in infermeria, e Melchiorri, messo in castigo dalla giustizia sportiva, là davanti non si possono certo regalare a nessuno.

Per non farsi mancare nulla, si sono fatti male anche tra i pali Fiorillo ed in difesa Venuti. Formazione pertanto quasi obbligata per Baroni, che nel 4-4-2 schiera Aresti portiere, nel pacchetto arretrato conferma a destra per il giovane Vitturini, classe 1997, protagonista di un ottimo esordio a Reggio Emilia, coppia centrale formata da Pesoli e Salamon e Grillo terzino sinistro; a centrocampo spazio a Politano, Zuparic, Appelt Pires e Bjarnason e duo d’attacco Maniero – Pasquato. Complici le tante assenze e l’impossibilità per Baroni di fare turn over più di tanto per smaltire le fatiche della partita infrasettimanale, sembra davvero dura fare punti allo stadio “Silvio Piola”, anche perché la Pro non vi perde addirittura dall’ 11 maggio 2013, quando, già retrocessa in Lega Pro, cede 1 – 2 al Novara nel derby per eccellenza.

I biancocrociati, tornati un anno dopo tra i cadetti, sono tranquilli al decimo posto in classifica insieme Modena. La continuità tecnica sposata dalla società piemontese ha come primo pilastro fondamentale il tecnico Scazzola, tuttofare nella storia del club. Arrivato a Vercelli nel 2006, quando la squadra si chiamava ancora Pro Belvedere, Scazzola ha infatti chiuso la carriera da ala destra, sdoppiandosi l’ultimo anno nel ruolo di calciatore e vice del mister Discepoli, per poi assistere al cambio di denominazione sociale in Pro Vercelli 1892 ed ascenderne i gradi tecnici da allenatore delle giovanili, della Primavera e della prima squadra, che riporta in B nel 2014.

A dargli un mano, bomber Marchi, a segno 15 volte in Lega Pro e già 9 in B con la maglia biancocrociata ed autentica bestia nera del Delfino, a cui ha già fatto male quattro volte in carriera tra serie B, con le maglie di Sassuolo e Triestina, ed in Lega Pro con quella del Pordenone. Contro il Delfino, anche i Leoni sono però ridotti all’osso in formazione, stante l’indisponibilità del difensore Bani, dei centrocampisti Ronaldo e Germano e dell’attaccante Di Roberto, a cui si aggiunge la squalifica nelle retrovie di Castiglia. Scazzola sceglie allora il 4-3-3 con Russo in porta, Ferri, Coly, Cosenza e Scaglia nella retroguardia, Emanuello, Ardizzone e Scavone nel cuore del campo, Belloni, Marchi e Fabiano nel tridente offensivo.

Equilibrio nei primissimi minuti con due conclusioni per parte di Marchi e Pasquato che non creano particolari problemi rispettivamente ad Aresti e Russo. Di lì a poco, la Pro prende il sopravvento territoriale e, al 13’, la palla buona per il vantaggio ce l’ha Belloni che però sparacchia maldestramente alto. Alla recriminazione per l’occasione sbagliata si aggiungono poi le proteste dei biancocrociati per un presunto rigore su Marchi negato dall’arbitro Pasqua, anche se, ad onor del vero, l’attaccante di Scazzola, trattenuto leggermente da Pesoli, non è che faccia tantissimo per rimanere in piedi…

E’ l’episodio che scuote il Delfino, avanti al 32’: da Maniero a Pasquato che ottimamente apre di prima intenzione per Bjarnason, fulmineo nello stoppare di petto e battere in diagonale Russo. Passato in vantaggio, il match sembra mettersi sul binario ideale per i biancoazzurri, abili a sfruttare le ripartenze soprattutto con Politano, protagonista nel finale di tempo di un bell’affondo terminato con una conclusione alta non di molto e di un cross dal fondo assai insidioso, allontanato da Russo in tuffo.

Nel secondo tempo il possesso palla della Pro appare farsi più incisivo ed, in apertura, per scongiurare il pareggio ci vuole tutta la prontezza di riflessi di Aresti su Marchi, agevolato da una svirgolata di Bjarnason. Sempre Aresti deve intervenire su Scavone dalla distanza, dopo aver soffiato su un sinistro di Belloni da 25 metri. La squadra di Baroni perde terreno e pure un altro uomo ovvero Pesoli, che si chiama out al 18’ lasciando il posto a Selasi, mentre Zuparic ritorna nella posizione naturale di centrale difensivo.

Gli abruzzesi sembrano ormai alle corde, che non si spezzano sempre grazie ad un eroe del momento come capita, dopo che ad Aresti, a Grillo, provvidenziale in due round nel disturbare una zuccata potenzialmente fatale di Marchi e a salvare sulla linea una conclusione acrobatica di Fabiano da due passi. Urgono forze fresche e Baroni spende la seconda sostituzione inserendo in mediana Da Silva al posto di Pasquato, che non la prende bene e… “ci mancava anche questa…” verrebbe da dire. Scavone ci prova ancora da lontano senza fortuna, prima che, alla mezz’ora, di fatto il secondo affondo del Delfino si riveli letale per i Leoni: Politano salta netto Scaglia e Coly, beffando Russo sul primo palo. Pochi istanti ed un tremendo impatto tra Grillo e Aladje Gomes, quest’ultimo entrato al posto di Belloni, costringe il terzino sinistro pescarese a lasciare in lacrime il campo a Bunoza.

Sospetta distorsione del ginocchio destro ed ennesimo colpito e affondato nel mare biancoazzurro delle difficoltà. Se non altro, la partita è ormai in discesa, anche perché la Pro si disunisce, rischiando di subire la terza rete ad opera di Appelt Pires, che, smarcato da Da Silva, colpisce il palo a tu per tu con Russo. E’ però proprio il brasiliano a chiudere definitivamente i conti nel finale, regalandosi addirittura una doppietta prima di sinistro, su assist dello straordinario Politano, e poi in pallonetto dal limite dell’area, su suggerimento di Selasi.

Così cade in casa la Pro dopo un anno e mezzo, mentre il Delfino ritorna al successo dopo una sconfitta ed un pareggio, uscendo momentaneamente dalla zona rossa, ma bazzicando sempre troppo in infermeria…

Federico Ferretti