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Domenica 10 novembre 1974 è in programma la settima giornata del campionato di serie B 1974 – ’75 ed il Pescara gioca a Novara. Che piacevole sorpresa la matricola biancoazzurra! Riconquistata la cadetteria dopo 25 anni di attesa, il Delfino ha affrontato i primi cinque turni del torneo senza alcun complesso di inferiorità, con coraggio ed anche sprazzi di bel gioco.

Due vittorie, tre pareggi e solo una sconfitta di misura, che hanno portato gli abruzzesi al quinto posto in classifica, in coabitazione con Parma e Spal, a meno uno dal terzo posto che significa serie A. In particolare, la vittoria “all’Adriatico” del 3 novembre contro il blasonato Genoa per 1 – 0 grazie ad un goal di Nobili ha accresciuto la consapevolezza della truppa di Tom Rosati, pronta a conquistare la prima vittoria in trasferta. La prima linea biancoazzurra spara ancora troppo a salve, protagonista di soli cinque goal all’attivo, ma la retroguardia è già d’avanguardia, battuta solo tre volte, al pari dell’Alessandria e del Perugia, solo una in più del Brescia. E non è un caso che umbri e lombardi siano insieme al Genoa al secondo posto in graduatoria.

Protagonisti di giornata in Piemonte, Cimpiel, De Marchi, Bertuolo, Zucchini, Ciampoli, Rosati, Pirola, Lopez, Serato, Nobili e Marchesi. Ancora imbattuto in casa, il Novara ha però subito una sconfitta in più del Pescara, e, al contrario del Delfino, soffre troppo in difesa, la seconda peggiore del campionato con nove goal al passivo, meglio solo della Sambenedettese, terz’ultima e già bucata dieci volte. I Gaudenziani, ottavi in un mucchione di ben cinque squadre, sopperiscono però alle pecche del pacchetto arretrato grazie ad un attacco piuttosto prolifico, già a quota otto reti. In vista del match contro Rosati e co, la sconfitta 2 – 0 a Ferrara ha fatto da apripista ad una settimana turbolenta in cui, a detta dei rumors filtranti dalle stanze adiacenti a quella novarese dei bottoni, non sarebbero mancate accese discussioni tra il presidente Tarantola e l’allenatore Seghedoni, anche se i diretti interessati si affrettano a smentire seccamente il tutto.

Già, proprio Seghedoni, il tecnico che si presentò a Pescara nel 1968 con i suoi metodi da sergente di ferro, arrivando addirittura ad imporre sempre ed ovunque la tuta sociale ai suoi calciatori, oltre che il divieto di frequentare bar ed osterie, per poterli prontamente identificare e controllare in ogni dove. Il monito è chiaro: attenti a girare l’angolo senza autorizzazione, perché vi teniamo d’occhio! Ma la casa biancoazzurra non gradisce il “grande fratello” diretto dall’allenatore emiliano, scatenando la rivoluzione sessantottina che culmina con l’esonero del mister e l’avvicendamento con Tontodonati, l’uomo buono per tutte le stagioni. Contro il suo passato, Seghedoni schiera Pinotti, Bachlechner, Riva, Vivian, Veschetti, Ferrari, Turella, Carrera, Ghio, Del Neri e Rolfo.

Le novembrine nebbie padane mettono a rischio l’inizio della partita, per poi diradarsi progressivamente e lasciar trasparire un Delfino vivace, sulla scia delle precedenti apparizioni. Serato è il terminale di riferimento, coadiuvato sulla sinistra dall’ala Marchesi, protagonista di un duello avvincente con Bachlechner. A centrocampo Zucchini patisce un po’ la verve del capitano Carrera, al pari di Pirola su Del Neri e di Lopez su Ferrari. Proprio quest’ultimo rimedia in angolo su incursione di Lopez, in una difesa che, purtroppo per il Delfino, sembra aver sovvertito il trend di inizio stagione, dimostrandosi pressoché impenetrabile, dominata dal libero Vivian, impeccabile in ogni intervento.

Al 16’, una triangolazione Rolfo – Riva – Rolfo si conclude a lato della porta di Cimpiel e, poco dopo, su assist di Del Neri, al tiro va Carrera, alto sopra la traversa. Ghio dovrebbe fare il centravanti, ma spesso si allarga sulle fasce ed il pubblico di casa non gradisce, protagonista pure di qualche scaramuccia con i pescaresi giunti a Novara per le maniere ruvide talvolta impiegate dal Delfino. Che non gioca male, ma trova sempre i varchi sbarrati al momento di sferrare l’attacco. Al 43’, il tandem Rolfo – Ghio aziona sulla destra Del Neri, suggerimento e scatto sul filo del fuorigioco di Turella che prova lo scavino su Cimpiel in uscita, palla sulla traversa e nuova ribattuta di Rolfo smanacciata illegalmente dal terzino Bertuolo, sostituitosi al numero uno biancoazzurro. Rigore ineccepibile, trasformato da Vivian con la collaborazione del palo.

Rinfrancati dal vantaggio ottenuto poco prima dell’intervallo, i Gaudenziani accelerano per chiudere i giochi, anche se spesso regna il caos tattico tra le truppe di Seghedoni. “Fenicottero” Turella è il giocatore più pericoloso, sfiorando per due volte il raddoppio lanciato prima da Ghio e poi da Carrera. Gli errori sotto porta rischiano di costare caro al Novara, perché il Delfino, pur in difficoltà, ha due sussulti con Serato, che tira fuori di poco e, sfruttando l’unica vera disattenzione della difesa pescarese, reclama successivamente il rigore, vittima di un doppio intervento alla meglio ad opera di Veschetti e Vivian.

L’arbitro Gussoni stavolta non interviene, come in occasione del penalty del vantaggio piemontese, anzi l’azione si ribalta e, sul capovolgimento di fronte avviato da Carrera, Rolfo vola via sulla tre quarti, fa benissimo tutte le cose difficili, dribblando tre avversari più Cimpiel, ma fa malissimo la cosa più facile, sgangherando il tiro fuori. Sicuramente l’apice degli errori di giornata commessi in serie dal numero undici di Seghedoni. Due minuti dopo, sempre Rolfo, nel tentativo di farsi perdonare, segna di mano su un corner di Ghio, ma Gussoni non ci casca, punendo la furbata con una ammonizione. L’ultima occasione è per Del Neri, su cui Cimpiel si supera nel rintuzzare un autentico bolide.

Così, alla fine, la spunta… rigorosamente il Novara…

Federico Ferretti