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Domenica 19 marzo 2000 è in programma la 27° giornata del campionato di serie B 1999 – ’00 ed “all’Adriatico” sbarca l’Empoli. Partite cullando entrambe sogni gloriosi di promozione, l’epilogo del girone di andata ha invece imposto ad abruzzesi e toscani, quart’ultimi a braccetto, un certo dimagrimento delle ambizioni. Anzi, dire ridimensionamento è il minimo, perché la classifica al giro di boa spalancherebbe alle due squadre le porte di un drammatico spareggio salvezza. Due mesi dopo, il cielo sembra essersi schiarito, soprattutto a Pescara, ove l’attacco ha iniziato a carburare, divenendo il secondo del torneo con ben 36 reti all’attivo, inferiore solo alle 47 segnature della macchina da goal Vicenza, non per nulla capolista.

Eppure, nessun marcatore biancoazzurro è ancora riuscito ad andare in doppia cifra, tanto che il presidente Scibilia a gennaio osserva come a Galeone e co manchino soprattutto i goal di Giampaolo. Per la verità, occorre aggiungere che avrebbero fatto comodo anche i dodici goal segnati nel 1998 – ’99 da Mauro Esposito, approdato in serie A con la nuova maglia dell’Udinese. Ad ogni modo, la prolificità del reparto offensivo ha consentito agli abruzzesi di raggiungere il tredicesimo posto, in compagnia dell’Alzano, fuori dalla zona calda, mantenendo addirittura una media promozione nel girone di ritorno, in cui è arrivata solo una sconfitta interna 1 – 0 contro l’Atalanta, una delle maggiori accreditate per il salto nel massimo campionato. Per il resto, prima di arrivare alla sfida contro l’Empoli, tre vittorie ed altrettanti pari.

Nel 4-4-2 di giornata, Galeone sceglie Bonaiuti tra i pali, Mezzanotti, Chionna, Giacobbo e Lambertini nelle retrovie, Baldi, Allegri, Sullo e Rossi in mediana, Vukoja e Giampaolo in prima linea. Rispetto a Galeone, Baldini, allenatore dei toscani, subentrato dopo tredici giornate a Gustinetti, ha appena un punto in meno, ma sembra abitare al polo opposto delle criticità, registrando un attacco asfittico, capace di mettere a segno il misero bottino di 23 reti in 26 turni, al pari della Pistoiese, peggio solo delle 22 marcature all’attivo di Cosenza e Savoia. In più, la trasferta è divenuta parola impronunciabile in casa Empoli, ancora a secco di vittorie e già sconfitto per nove volte. Ma, sette giorni prima dell’approdo in Abruzzo, è sul terreno amico che si è materializzata una vera e propria umiliazione, tradottasi nel pesantissimo 2 – 5 con cui si è chiuso il derby contro la Pistoiese, terz’ultima. Riscatto, dunque, obbligato, come chiesto dalla tifoseria empolese, la cui pazienza non può essere sempre infinita…

Quasi metà delle marcature azzurre, dieci, sono state segnate da Saudati, confermato in attacco da Carli – in panchina al posto di Baldini, squalificato – anche “all’Adriatico” al fianco di Cappellini, ma nel 4-4-2 invece del consueto 3-5-2, insieme al portiere Berti, ai difensori Belleri, Mirri, Fusco e Regonesi ed ai centrocampisti De Poli, Giampieretti, Iacopino e Pane.

Il primo brivido domenicale percorre la pelle biancoazzurra dopo soli cinque minuti: cross di Saudati e colpo di tacco di Cappellini che finisce alto sopra la traversa. “Subiamo spesso reti impossibili”, la denuncia di Saudati, che lamenta come la sorte incrementi la casella dei goal subiti dai suoi a suon di prodezze degli avversari e topiche dei compagni che sembrano appartenere a galassie estranee a quella terrestre. Ventisette minuti ed il trend è confermato: Giampaolo, lanciato da Allegri, pur uscendo ammaccato dal duello prolungato a suon di sportellate con Belleri, non solo resiste, ma riesce ad insaccare addirittura con una mezza giravolta di destro.

Al diavolo la banalità, l’estetica prima di tutto: D’Annunzio avrebbe apprezzato e forse pure dedicato dei versi a Giampaolo ed alla sua inarrestabile altalena di capolavori ed infortuni. Un encomio lo meriterebbe però anche Bonaiuti, strepitoso a tu per tu con Saudati a sbarrargli la strada al primo minuto di recupero. Tanto che ci sono ancora sessanta secondi di extra time, sfruttati a pieno dal Delfino: traversone di Rossi e stacco di testa vincente di Vukoja per il 2 – 0.

Le prodezze di Giampaolo mascherano i limiti evidenti di un Pescara che costruisce molto, ma si perde negli ultimi metri, così come il talento di Saudati sopperisce alla esasperante lentezza della manovra dell’Empoli. E’ proprio lui a rimettere in carreggiata gli azzurri al 2’ della ripresa, complice una difesa biancoazzurra costantemente in apprensione, superando Bonaiuti con uno splendido rasoterra al volo su assist del guizzante Cappellini. La pausa che si prende Giampaolo ad inizio del secondo tempo coincide con la crescita della manovra azzurra, sempre però sterile.

Così, quando Giampaolo riprende quota, anche arretrando per inventare calcio, la squadra di Baldini sparisce nuovamente dal campo, eclissandosi al 36’ quando ancora Giampaolo, dopo aver triangolato con Vukoja, mette a segno il 3 – 1. L’Empoli reclama per un presunto rigore su Iacopino, proteste spazzate via quando, al 46’, su assist del neo entrato Palumbo al posto di Rossi, per Giampaolo c’è tempo anche per la prima tripletta in carriera, che completa il repertorio personale grazie all’inzuccata che supera per la quarta volta Berti.

Nonostante il 4 – 1, Galeone esulta a mezza bocca per l’infortunio occorso a Ruscitti, sostituto di Allegri nell’ultimo scorcio di partita, incappato in una brutta distorsione al ginocchio sinistro con interessamento dei legamenti. La classifica migliora ulteriormente, ma la A rimane sempre lontanissima…

Federico Ferretti