Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Mercoledì 5 ottobre 2011 è in programma, come turno infrasettimanale, l’ottava giornata del campionato di serie B 2011 – ’12 ed il Pescara è impegnato a Modena contro il Sassuolo. Zeman non si smentisce mai: dopo sette gare, il suo Delfino è già il miglior attacco del torneo, con ben 18 reti all’attivo, ma anche la seconda peggior difesa, insieme al Gubbio, trapassata 16 volte. Contraddizioni ben note ai conoscitori della filosofia calcistica di Zdenek, che possono, però, rivelarsi dolcissime a fine stagione. Intanto, la classifica dice che i bianco azzurri sono settimi, a cinque punti dalla vetta, sul confine della zona play off. Gli uomini del Boemo, reduci dall’esaltante quanto pazza vittoria dell’Adriatico sull’Albinoleffe per 5 – 3, hanno ripreso a correre dopo due trasferte sfortunate contro Reggina e Juve Stabia. Ora serve, soprattutto, ritrovare continuità di rendimento, anche all’interno della stessa partita, evitando di far risuscitare squadre che sembrano morte e sepolte, al pari di quanto accaduto contro i lombardi quattro giorni prima, agonizzanti sul 5 – 0 e capaci poi di battere tre colpi negli ultimi 25 minuti, in un finale al cardiopalma. Come da classico del repertorio Zemaniano, il pacchetto arretrato è quello che offre meno garanzie, complici anche alcune assenze rilevanti (si veda, ad esempio, alla voce Romagnoli), mentre è il tridente d’attacco, orchestrato da Sansovini, Immobile ed Insigne, a far luccicare gli occhi dei tifosi abruzzesi. Un tridente, quello della serata emiliana, che si presenta, però, purtroppo meno affilato del solito, stante l’assenza di “Lorenzo il Magnifico”, che Zeman rimpiazza con Giacomelli, affiancato ai confermatissimi Immobile e Sansovini. Il resto del 4-3-3, dogma del Boemo, prevede Anania in porta, Zanon, Petterini, Brosco e Bacchetti in difesa, Cascione, Gessa e Konè a centrocampo. Sull’altro fronte, il Sassuolo di Pea, uno dei tanti discepoli di Zeman, senza gli eccessi tipici nei numeri delle squadre allenate da Sdengo, si è costruito un terzo posto, a due passi dalla testa della graduatoria, che autorizza i fan nero verdi a sognare. Poche le marcature realizzate (la metà del Delfino), ma appena quattro reti subite, che valgono la seconda migliore difesa del campionato, in coabitazione con il Torino. Pea si mette a specchio di Zeman e schiera Pomini tra i pali, Laverone, Marzorati, Piccioni e Longhi nella retroguardia, Magnanelli, Cofie e Bianchi in mediana, Boakye , Marchi e Sansone in avanti.

Neanche il tempo di chiedersi se sarà effettivamente una gara spettacolare, come sembrerebbe testimoniato dalla classifica, che Boakye si invola sulla fascia sinistra, mette al centro per Bianchi che per due volte si vede rimpallata la conclusione, finché interviene Marchi e fa secco Anania. Sono passati appena 16 secondi (record di stagione per velocità, battuti i 23 secondi di Provitali in Albinoleffe – Grosseto) ed il Sassuolo è avanti). Passare in svantaggio, specie se accade all’istante, non è il massimo per nessuno, figuriamoci per la squadra di Zeman, che deve prestare il fianco alle azioni di rimessa condotte a velocità supersonica dagli avversari. La condizione fisica degli uomini di Pea appare esaltante, ma non si riesce a tradurre, almeno nel primo tempo, in pericoli concreti per la porta bianco azzurra. Anzi, è il Delfino che potrebbe tirare su la testa, ma, sugli sviluppi di un azione da calcio d’angolo, prima Cofie salva di testa sulla linea un inserimento a colpo sicuro di Brosco, poi è Immobile che incorna a lato di un soffio.

Nella ripresa, il Sassuolo tira comprensibilmente il fiato, ma assume colpevolmente un atteggiamento troppo rinunciatario, ritirandosi pericolosamente nella propria metà campo. Tuttavia, Sansone potrebbe chiudere la contesa, ma centra in pieno Anania, rimasto in piedi fino all’ultimo istante. Gli abruzzesi, dal canto loro, avanzano, ma l’assenza di Insigne toglie ritmo e fantasia alle proprie percussioni offensive, tanto che l’unico sussulto viene da un tiro cross dalla destra del terzino Zanon, che scheggia la parte alta della traversa. Dopodiché, a otto minuti dal termine, una sventagliata a centro area di Gessa, che sembrava del tutto innocua, diviene mortifera per Pomini, buggerato dal compagno di squadra Masucci (entrato al posto di Boakye al 66’), che interviene maldestramente di testa sulla traiettoria. La prassi del calcio moderno, che riduce all’osso la definizione di autogoal, autorizza l’esultanza del centrocampista bianco azzurro.

Così, ecco un pareggio che fa contento solo il Pescara e che rimanda entrambe le squadre a studiare con più profitto per poter pensare in grande..!

Federico Ferretti

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.
delfinette