Domenica 20 ottobre 1985 è in programma la settima giornata del campionato di serie B 1985 – ’86 ed il Pescara riceve l’Empoli. Un “Adriatico” dalle acque placide e tranquille quello che ha visto il Delfino protagonista nelle prime tre partite interne di stagione, ancora imbattuto, forte di due vittorie ed un pareggio. Al contrario, lontano dai lidi abruzzesi, il moto ondoso è divenuto tempestoso, facendo affondare i bianco azzurri tre volte su tre. I toscani, invece, dopo essersi “innamorati della serie X-files” nelle prime quattro uscite del torneo, nel doppio confronto al “Castellani” precedente la trasferta a Pescara hanno ripudiato il pareggio, conoscendo dapprima il debutto, triste, della sconfitta e poi quello, festoso, dei due punti (tanto valeva allora la vittoria). Ancora non è chiaro, pertanto, quale ruolo entrambe le compagini possano ritagliarsi nel 1985 – ’86, fermo restando l’obiettivo minimo, per entrambe, di una tranquilla salvezza. Catuzzi, allenatore del Delfino, per provare a confermare “l’Adriatico” fortino inespugnabile, schiera Rossi, Ronzani, Benini, Bosco, Loseto, Acerbis, Gasperini, De Rosa, De Martino, Roselli e Rebonato. Salvemini, tecnico degli azzurri, fronteggia Drago, Vertova, Gelain, Della Scala, Gori, Salvadori, Cecconi, Urbano, Della Monica, Casaroli e Zennaro.

Nonostante il diluvio universale ed un campo da battaglia a dir poco infame, l’artiglieria pesante assicurata dalla coppia di centravanti De Martino – Rebonato non tradisce le aspettative di Catuzzi, che può anche contare sui preziosi inserimenti offensivi senza palla di Acerbis, Gasperini, De Rosa e Roselli. Un Delfino, dunque, sempre all’attacco, pericolosissimo sin dal 12’, quando Acerbis riesce a filare via sulla sinistra, nonostante la risaia sotto i tacchetti, ed a servire ottimamente al centro Roselli, il cui tiro a colpo sicuro viene stoppato da un difensore toscano. Tre minuti dopo, Gasperini ruba un pallone a Vertova e calcia fuori davvero di poco. Sono solo le due azioni più eclatanti dei primi 45 minuti in cui solo la sfortuna ed un autentico Drago tra i pali impediscono agli abruzzesi di portarsi avanti e consentono, viceversa, agli azzurri – privi, tra l’altro, di un autentico ariete in avanti – di sopravvivere.

Nel secondo tempo, però, davvero al primo affondo della squadra di Salvemini, i toscani si ritrovano in vantaggio: contropiede perfetto condotto da Cecconi sulla corsia di sinistra ed assist al bacio per Zennaro che, sostituendosi ad un vero centravanti, appena dentro l’area conclude imparabilmente sul secondo palo. Siamo al 21’ e fino a quel momento la maglia di Rossi era certamente inzuppata, ma senza alcuna macchia comprovante almeno una parata significativa. A metà tra lo sbigottito e lo sconsolato, Catuzzi prova a dare ulteriore slancio offensivo ai suoi: così, al 73’, fuori Loseto, un centrocampista di contenimento, e dentro Berlinghieri, pendolare tra centrocampo ed attacco sul binario mancino. Input per il neo entrato, dar manforte ai due attaccanti e costringere Urbano ad indietreggiare. Di fatto, un Pescara a tre punte, che martella con ancor più forza e costanza l’Empoli, tutto chiuso nella propria area a protezione di Drago, sempre molto attento. I varchi, però, divengono sempre più stretti ed il Delfino sembra perdere progressivamente lucidità. Ma il compianto Catuzzi ci aveva visto bene: a cinque minuti dalla fine, un cross dalla destra di Ronzani attraversa tutta l’area di rigore toscana e viene impattato sotto porta in maniera devastante dal neo entrato Berlinghieri, su cui stavolta Drago, nulla può, non riuscendo forse neanche a vedere lo scoccare della conclusione.

E via sotto una più che agognata doccia calda, anche se tutti un po’ scontenti..!

Federico Ferretti

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