Il Delfino Verso la sfida di Frosinone

Il Pescara si appresta ad affrontare la trasferta di Frosinone, contro un avversario che ha ancora il suo stadio inviolato, con l’atteggiamento di chi prende atto dell’altrui caratura, ma al cui cospetto non vedrà le gambe che cominciano a tremargli. Insomma, non bisogna commettere l’errore di confondere l’umiltà con la modestia, anche perché quella biancazzurra è una squadra che ha una ben riconoscibile consistenza, già dimostrata con tre blitz su campi tabù come Cosenza, Ascoli ed Empoli e con il poker di reti rifilato alla capolista Benevento, quindi … non è affatto modesta.

Fatta questa doverosa premessa, la notizia è che il tecnico Luciano Zauri sembra pronto all’ennesima rivoluzione tattica: non solo il ritorno alla difesa a tre, ma anche una cuspide appuntita lì davanti dove non Borrelli (né Maniero né Brunori), ma Galano sarebbe l’uomo più avanzato, con Machin e Memushaj trequartisti. Quindi, (eventuale) rinuncia al centravanti di struttura per un attacco smart, all’insegna della mobilità – ci si augura – sostenibile. Ecco, al netto della pretattica e del volersi concedere il massimo di tempo disponibile per decidere, tutto ciò per Zauri è più di un semplice pensiero. “Si tratta di soluzioni che abbiamo provato in settimana – ammette – e non rappresenterebbero niente di clamoroso visto che, come ho sempre detto, la mia squadra deve saper fare tutto. Comunque, al di là dei moduli, se in campo si corre ci sono degli ottimi presupposti per fare bene, altrimenti si avranno dei problemi. Al netto di qualche fisiologico spostamento, gli interpreti saranno più o meno gli stessi di sempre. Il modulo non farà la differenza, tutto sta nella capacità dei giocatori di interpretarlo e adattarvisi”.”

Un invito piuttosto esplicito ai suoi giocatori che in generale si sono sempre applicati a dovere, ma sabato scorso contro il Venezia lo hanno fatto un po’ (anzi, tanto) arrabbiare. Però quel che è stato è stato, ora l’attualità impone l’accantonamento dei retropensieri, quindi se in passato si è registrata qualche spettinatura tecnico-tattica, pazienza… . Ovvio che con l’avversaria di domani non si può stare troppo tranquilli, tuttavia la fiducia non manca. “Il Frosinone è una compagine “quadrata” e ultimamente si è messa a pedalare sul serio – continua l’allenatore biancazzurro – forse adesso è meno bella da vedere, ma certamente più efficace. D’altronde è stata costruita per vincere”.

Per quanto riguarda la sua (di squadra), Zauri considera fisiologici gli alti e bassi, in fin dei conti non si può avere un campionato sempre lineare. “Stiamo avendo un andamento più o meno simile a tutti gli altri, ad eccezione del Benevento (che, però, all’Adriatico le ha buscate, ndr). A volte si vince, altre si perde, chi fa questa professione, che sia calciatore o allenatore, sa che si passa velocemente dagli applausi ai fischi. Inoltre, si può sbagliare tutti, da me ai singoli. Però, se mi consentite, a livello di infortuni a noi in due mesi sono capitati anche due crociati rotti (Tumminello e Balzano) e una mano fratturata (il portiere Fiorillo, che non rientrerà neppure contro il Trapani, ndr), quindi defezioni di elementi importanti. Questo è stato (ed è ancora) un grosso carico”.

A proposito di assenze, a Frosinone mancherà Bettella per un problema muscolare, inoltre Palmiero, per quanto recuperato, non ha ancora il ritmo gara e partirà dalla panchina: da qui, probabilmente, deriva la scelta di puntare sul doppio mediano, rinunciando al play basso, e (di strascico) riproporre la difesa a tre. A conclusione della conferenza stampa della vigilia, Zauri – sollecitato dai giornalisti – fa una riflessione sull’umoralità (in senso buono) del pubblico pescarese. “Ormai sono qui da sei anni, dove ho fatto di tutto (calciatore, allenatore delle giovanili e tecnico in prima), quindi le tendenze della piazza le conosco bene: se si vince ci si esalta pensando di essere da serie A, se si perde ci si deprime e subentra la paura. In fondo è una caratteristiche di tutte le tifoserie, forse a Pescara più accentuata, in ogni caso bisogna abituarsi a questi sbalzi. Io credo che abbiamo la classifica che meritiamo, le giornate no capitano a tutti, non si può pensare di vincere sempre, ma… noi ci proviamo sempre. Anche a Frosinone”.