Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Domenica 7 marzo 1993 è in programma la 22° giornata del campionato di serie A 1992 – ’93 ed il Pescara ospita l’Udinese. Le speranze di salvezza dei biancoazzurri, ultimi in classifica, a sei punti dal quint’ultimo posto, sembrano del tutto evaporate. Appena quattro partite vinte, ben 14 sconfitte e 46 reti subite, una in meno dell’Ancona, penultimo: statistiche che tracciano una impietosa radiografia della stagione del Delfino, ormai in agonia verso la retrocessione. Agli abruzzesi non si può chiedere altro di onorare il gioco del calcio, assicurando fino all’ultimo la regolarità del torneo. Una giornata in cui più che mai, stante la situazione disperata del Pescara, si vive di ricordi e sono ancora nitidi ed emozionanti quelli che riportano la mente dei tifosi biancoazzurri al 31 maggio 1992, quando, in un “Adriatico” stracolmo, Dicara e Massara rilasciarono il nulla osta definitivo per la promozione in A con due turni di anticipo. L’Udinese raggiunse poi il 2 – 2, per poi saltare insieme agli abruzzesi nel massimo campionato. Poco meno di un anno dopo, se Pescara piange, Udine certamente non ride, non potendosi cullare sugli allori di un undicesimo posto ancora troppo vicino alla zona calda per sentirsene estranei. A preoccupare i friulani è, soprattutto, il mediocre rendimento in trasferta, dove, in dieci partite, solo a S. Siro, contro Inter e Milan, i bianconeri sono stati capaci di fare punti, strappando due pareggi. Ed ai friulani tante castagne le ha tolte dal fuoco Balbo, il centravanti argentino vicecapocannoniere della serie A, autore di 18 reti, senz’altro il pericolo numero uno per la squadra di Galeone. Che cerca gloria con Marchioro, Sivebaek, Ferretti, Nobile, Dunga, Mendy, Compagno, Ceredi, Borgonovo, Allegri e Massara. Bigon, tecnico friulano, risponde con Di Sarno, Pierini, Orlando, Sensini, Calori, Desideri, Mattei, Mariotto, Balbo, Dell’Anno e Kozminski.

La solita arrendevole Udinese formato trasferta rende fin troppo facile l’accesso in zona goal al Pescara, che, però, fatica a rendersi pericoloso negli ultimi venti metri. Ci prova in un paio d’occasioni Borgonovo, senza fortuna, e, come già accaduto più volte in riva all’Adriatico nel corso della stagione, nel miglior momento biancoazzurro, sono gli avversari a passare, al 26’: Desideri lancia Mattei sulla destra, la palla sembra terminare sul fondo per destinazione, ma il numero sette bianconero, con un guizzo impossibile, riesce a mettere al centro per Balbo, che infila da due passi Marchioro, raggiungendo il laziale Signori in testa alla classifica dei marcatori, a quota 19. Allegri e Compagno le tentano tutte per concretizzare il gran lavoro del Pescara a centrocampo alla ricerca del pareggio, ma l’Udinese, al 40’, trova il doppio vantaggio, dopo averlo sfiorato più volte: Kozminski, evidentemente super motivato dalla presenza in tribuna di un responsabile della nazionale polacca, parte da centrocampo, scambia splendidamente con Balbo, ed infila la porta abruzzese con un rasoterra perfetto. Non ci sarebbe da scandalizzarsi se il pubblico “dell’Adriatico” si riversasse in massa a casa con tre quarti d’ora d’anticipo, ma Allegri i tifosi biancoazzurri li vuole ancora tutti lì, almeno per un altro po’, sfruttando a dovere un ottimo assist di Compagno e superando Di Sarno da distanza ravvicinata.

Nel secondo tempo, Galeone pretende che almeno il cuore biancoazzurro continui a pulsare per completare la rimonta. Dunque, più peso in avanti con Bivi per Massara al 54’. E, due minuti dopo, il generoso impegno del Delfino trova il giusto riconoscimento grazie a Dunga che, da trenta metri, trova l’angolino dove i 195 centimetri di Di Sarno non possono arrivare con sufficiente tempestività. Raggiunto il pareggio, mentre Bigon impreca, assistendo all’ennesima prova sconfortante dei suoi lontano dal Friuli, il Pescara ci crede, bypassando la mancanza di idee sulla tre quarti con bordate dalla distanza. Ci vanno vicini Allegri ed ancora una volta Dunga, mentre la prima vera azione da goal biancoazzurra, al 64’, trova un Di Sarno superbo nell’opporsi al colpo di testa di Borgonovo, su suggerimento di Compagno. Poco dopo, il numero uno bianconero si conferma uno dei migliori in campo, respingendo un bolide calciato stavolta da Nobile.

Così, finisce con un pareggio che accontenta di più l’Udinese, anche se Dunga non vuole saperne di arrendersi, promettendo di finanziare personalmente un lauto premio ai compagni in caso di vittoria la domenica successiva in casa della Fiorentina. Lo stesso punteggio, il 2 – 2, che l’anno precedente aveva consentito alla banda Galeone di guadagnarsi il quinto campionato di serie A della propria storia. Dieci mesi dopo, ecco quasi tutto apparire cambiato, tranne che il risultato..!

Federico Ferretti

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.
delfinette
Condividi
Articolo PrecedenteNotiziario 8 marzo
Articolo SuccessivoNotiziario 9 marzo