Verso #PescaraCittadella mister Nicola Legrottaglie

Se è vero che l’ultima partita del Pescara (quella allo stadio comunale di Chiavari, terminata 2-0 per la Virtus Entella) ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, è vero anche che le parole del mister Nicola Legrottaglie, nella conferenza stampa pre-partita, fanno sì che la speranza di un risultato positivo incomba prepotentemente nei pensieri.
Domani, infatti, la squadra #BiancAzzurra tornerà nel suo stadio con una duplice fortissima motivazione: riscattare la sconfitta in terra ligure e, contestualmente, sfatare il tabù-Cittadella, un avversario spigoloso che contro gli abruzzesi sta esultando da ben cinque partite consecutive, il che vuol dire… circa due anni e mezzo. Il tecnico #BiancAzzurro, che siederà per la quarta volta sulla panchina pescarese, svela infatti un piccolo “segreto” per affrontare al meglio gli avversari (o, volendo, anche un po’ tutte le situazioni della vita). “Come si batte il Cittadella? Beh, è un po’ come dire: come si passa un esame all’università? Studiando sì, ma anche… immaginandolo. Immaginando le eventuali domande del professore e le possibili risposte… Ecco, nel calcio questo si fa immaginando determinate situazioni di gioco, i gol, la vittoria… . Questo esercizio di fantasia ti aiuta tantissimo perché ti senti preparato e non ansioso, avendo… già visto tutto prima.”
Certo, la teoria è sempre altra storia rispetto alla pratica, ma con Nicola Legrottaglie nulla è lasciato al caso. Infatti l’allenatore ha studiato per bene i protagonisti del prossimo scontro e non prende affatto sottogamba le loro potenzialità: “Parliamo di una squadra temibilissima, che ha tutte le percentuali a suo favore, infatti è sempre prima, o al massimo seconda, in ogni statistica del campionato. Ci creeranno sicuramente delle difficoltà perché giocano in verticale, sono veloci e bravi nel palleggio; noi, d’altro canto, abbiamo soprattutto difensori di posizione (ad eccezione di Bettella), tuttavia ciò non implica che sia meglio tenerci bassi, anzi… io la vedo proprio in modo opposto. Anche io, quando giocavo, non ero molto veloce, però proprio giocando ho capito che anche se rimani più verso la porta, prima o poi, quando perdi palla, il gol avversario arriva, allora tanto vale tenersi più alti. Dobbiamo essere bravi ad interpretare tutte le fasi di gioco, vedremo domani cosa ci aspetta”.
Insomma, non si può dire che non vi siano le armi giuste per invertire la rotta e dunque ribaltare quello che è stato negli ultimi cinque confronti con il temibile Cittadella, ma… nonostante i precedenti tabù mandati in frantumi da Legrottaglie, la sconfitta della scorsa domenica contro l’Entella, che ha impedito al Pescara di portare a casa la terza vittoria consecutiva, fa, qualche volta, ancora capolino nella mente… ma solo come  metro di giudizio per migliorarsi sempre di più! Il mister infatti illustra, con un’altra delle sue preziosissime metafore, quella che è la sua visione complessiva: “Il campionato è come… un’autostrada. La cosa fondamentale è imboccare la segnaletica giusta, poi, una volta che ti trovi lì, può succedere di tutto, magari hai bisogno di fermarti in autogrill per mangiare o fare benzina, ma l’importante è continuare a proseguire per la propria strada, non si può mica andare contromano! Io voglio ripartire proprio dal punto in cui ci siamo fermati, ovvero dalla partita contro l’Entella, per capire dove abbiamo sbagliato. Sono andato a rivedere la partita e devo ammettere che dal campo la situazione mi pareva più negativa rispetto a come l’ho vissuta davanti alla tv. Se non fosse stato per i nostri regali, clamorosi aggiungerei, non credo che ci avrebbero messo così tanto in difficoltà. Era una partita da 0-0 e si poteva risolverla con degli episodi, che però, in questo caso, sono stati a nostro sfavore. Comunque, al di là del risultato, sono contento perché i ragazzi hanno giocato con lo spirito giusto… non posso pretendere che ci sia sempre la stessa qualità avuta contro il Pordenone, magari! Così avremmo già vinto il campionato. Comunque desidero lasciare i miei ragazzi liberi mentalmente. Io do le indicazioni, ma poi devono essere indipendenti perché in campo ci vanno loro. Fidiamoci di loro”.
Se da un lato vediamo un Nicola Legrottaglie così sincero ed esplicativo sulle sue idee di gioco, dall’altro scorgiamo un aspetto diverso del tecnico, leggermente enigmatico su quelli che saranno i titolari della sfida di domani. Nonostante l’assenza di Scognamiglio per un dolore alla schiena, si dovrebbe comunque mantenere la difesa a tre, anche se il mister gioca su varie ipotesi di formazione, in particolare i dubbi riguardano l’area centro-difensiva sinistra. La novità è che si parla di un possibile esordio di Elizalde. “E’ un giocatore bravo nella costruzione del gioco e ha buon piede. Se è pronto per giocare in prima squadra? Beh, non sei mai pronto fino a quando non scendi in campo. Solo quando inizierà a giocare lo sarà, scopriremo domani se quel giorno è già arrivato”.
Nel frattempo è stato ufficializzato l’ingaggio di Valeri Bojinov, che conosce Legrottaglie dai tempi della Juventus. “Sì – conclude l’allenatore biancazzurro con un sorriso – abbiamo giocato insieme per un anno e siamo stati spesso compagni di camera. Vi parlo però del 2006… perciò la prima cosa che gli chiederò è: cosa hai fatto in questi ultimi 14 anni? Quel che mi ricordo è che quando si allena e quando gioca ci mette sempre il cuore. Era ed è tutt’ora un giocatore d’area, bravo a girarsi nello stretto, quindi per sfruttarlo bisognerà… giocare nella metà campo avversaria, quello in fondo che vorremo fare sempre”.