Domenica 12 febbraio 1978 è in programma la 18° giornata del campionato di serie A 1977 – ’78 ed il Pescara gioca a Bologna. Ultimo in classifica, in compagnia della Fiorentina, il Delfino può, comunque, ancora salvarsi, nuotando a soli tre punti dalla zona salvezza e mancando ancora dodici partite al termine del torneo. Se si vuole giocare nel massimo campionato anche l’anno successivo, però, occorre iniziare a vincere anche in trasferta, dal momento che sulle schedine del totocalcio 1977 – ’78 ancora non vi è stata traccia del segno “2” relativamente alle partite giocate dai biancoazzurri lontano “dall’Adriatico”. Agli abruzzesi, però, non poteva capitare peggior territorio dove cominciare a fare bottino pieno, stante i precedenti tre successi di fila del Bologna al “Dall’Ara”, che hanno visto i rossoblu assestarsi al terz’ultimo posto. Virtualmente, i felsinei sarebbero in B, ma lo stato di forma è più che buono, come testimoniano i cinque risultati utili consecutivi. Dunque, ecco servito uno scontro salvezza che si preannuncia infuocato. Cadè, allenatore del Pescara, sceglie Piloni, Motta, Mosti, Zucchini, Andreuzza, Galbiati, Grop, De Biasi, Orazi, Nobili e Bertarelli. Pesaola, tecnico degli emiliani, opta per Mancini, Roversi, Cresci, Bellugi, Garuti, Maselli, De Ponti, Paris, Viola, Nanni e Chiodi.

Il primo quarto d’ora pare non lasciare alcun dubbio sul fatto che dopo Genoa, Lazio ed Inter tocchi al Delfino uscire dal “Comunale” con le ossa rotte. Netta, infatti, la supremazia rossoblu, al cospetto di una compagine, quelle biancoazzurra, che sembra rinunciare, colpevolmente, al combattimento. Otto calci d’angolo, due autentici miracoli di Piloni su altrettante sberle da lontano di Viola e Nanni, prologo dell’inevitabile, quanto meritato, vantaggio rossoblu, firmato da Chiodi, che si butta a pesce per deviare splendidamente di testa un cross dalla tre quarti di Paris, lesto a beffare Galbiati, dopo aver rubato palla ad un pigro Nobili ed essersi involato imprendibilmente sulla corsia di destra. Paris, Viola e Nanni giganteggiano in mediana e la fortuna assiste Piloni su un bolide di Nanni, che si stampa sulla traversa. Andreuzza non sa come poter fare da “badante” a Chiodi, che si libera per la conclusione, venendo rimpallato da un difensore biancoazzurro. E’ la mezz’ora, che segna, di fatto, la fine dei fuochi d’artificio rossoblu e spinge gli abruzzesi a rendersi conto che forse il peggio è passato e si può/deve far qualcosa per riagguantare il risultato. Grop tenta su azione d’angolo e Roversi devia il pallone in modo casuale, ma provvidenziale per i compagni.

Nella ripresa, continua il pericoloso appagamento del Bologna e Pesaola ci mette del suo per agevolare la risalita del Delfino, rinunciando al brio di Nanni, uno dei migliori in campo, per affidarsi a Mastalli, centrocampista che nelle partite immediatamente precedenti si è dimostrato decisamente troppo compassato. Sul fronte pescarese, fuori, dopo 12 minuti, Motta, vittima di uno stiramento, e dentro Mancin. Chiodi cerca il goal da cineteca invece di badare al sodo, sprecando l’unica opportunità per i rossoblu del secondo tempo, generata da De Ponti. I biancoazzurri non hanno più nulla da difendere, “sbarazzandosi” anche del libero, Galbiati, proiettato in avanti. Così, al 73’, la presunzione felsinea viene giustamente pagata cara: Orazi si libera di due uomini a centrocampo, lancia in verticale e Nobili, spalle alla porta, si inventa con il sinistro una rovesciata da capogiro, che gonfia la rete sotto il sette della porta di Mancini e firma il definitivo 1 – 1.

Ancora una volta il Delfino non riesce a vincere lontano da Pescara, muovendo tuttavia la classifica. Insomma, punto e… Daccapo!

Federico Ferretti

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