I tabù? il Pescara di Legrottaglie sa come sfatarli!

Dopo il trend negativo, con tre mesi di astinenza da vittorie all’Adriatico-Cornacchia, invertito lo scorso lunedì contro il Cosenza, il tecnico adriatico è pronto a mandare in frantumi un altro fra i tanti miti da sfatare che girano attorno a casa-Pescara, ovvero quello della terza vittoria consecutiva, che non arriva da ben cinque anni.

“Bel fardello, me lo prendo volentieri perché significa che ci sono stimoli, devo solo fornire ai giocatori gli strumenti necessari per affrontare la partita. Il compito dell’allenatore è fidarsi e sapersi affidare ai suoi uomini”.

Domani, infatti, ore 15.00, ad attendere i biancazzurri al Comunale di Chiavari ci sarà la Virtus Entella di Roberto Boscaglia che lì non cede le armi agli avversari che ospita da ben cinque mesi (0-2 con il Venezia, il 24 settembre dello scorso anno) e che – a quanto si evince dalle dichiarazioni del suo tecnico – si presenterà in versione molto agguerrita. Ebbene, l’impresa diventa praticamente doppia, quindi molto più suggestiva. E Legrottaglie raccoglie volentieri il guanto di sfida.

“Domani sarà una partita complicata. Non solo, per me è come se fosse la prima: a Chiavari inizia il nostro campionato. Tatticamente la gara avrà le sue incognite e ne siamo perfettamente consapevoli, perché loro, con il rombo, puntano molto su un calcio verticale e sulla conquista delle seconde palle, quindi nella zona centrale dovremo stare particolarmente attenti a coprire gli spazi dove cercheranno di infilarsi. Viceversa, considerato che il calcio è come la dama e se ti concentri in una zona rischi di scoprirti in un’altra, noi potremmo sfruttare l’ampiezza con i quinti, anche se c’è l’incognita di un terreno di gioco più piccolo e stretto rispetto al nostro, quindi sarebbe un vantaggio ancora tutto da dimostrare. Al di là del risultato, sarà una bella partita, diversa dalle precedenti, ma egualmente bella…”.

Comunque, al netto delle disquisizioni tecnico-tattiche, mister Legrottaglie non finisce mai di stupire per il suo entusiasmo. “Il tema su cui mi sono focalizzato questa settimana è il coraggio: le cose che vuoi te le devi andare a prendere! Voglio una squadra coraggiosa nonostante le assenze. Ad esempio mancherà Palmiero che è unico nelle sue caratteristiche di regista, ma ogni giocatore riflette di luce nella sua unicità, perciò sono certo che chi lo sostituirà alla fine sarà il migliore in campo. Chi sarà? Beh, ho ancora da rifletterci, mi porto dietro due, tre ballottaggi in ruoli diversi”.

Dubbi di formazione a parte, quel che conta è l’atteggiamento. “Io credo fermamente che le cose non arrivino mai per caso, ma solo se ti alzi e le vai a prendere. E questa è un po’ la mia filosofia di vita”. E nonostante i pronostici siano vietati, a volte è impossibile negare alla mente di cercare ad immaginare quel che sarà in futuro e, in questo frangente, di certo non manca qualche retropensiero rivolto all’ex tecnico, Luciano Zauri, dimessosi sua sponte appena dopo la prima del girone di ritorno. “Io credo nel principio semina-raccolto. Non è detto che chi semina raccolga i propri frutti, così come non è detto che chi sta raccogliendo dei frutti li abbia seminati lui stesso, le combinazioni sono tante… quel che è certo è che ora io sto raccogliendo dei frutti di un lavoro di semina di Luciano Zauri, certo ho portato anche qualcosa di mio, è un mix, ma assolutamente non sottovaluto ciò che e stato fatto prima da lui”.

Tornando al presente, il tecnico biancazzurro si mostra un po’ enigmatico sull’undici da schierare. “La formazione? Beh… lo sapete già – sorride rivolto ai cronisti – battute a parte, mi riservo di sciogliere i miei dubbi all’ultimo momento, anche perché la notte mi porta sempre qualche buon consiglio. Scegliere non è semplice anche perché si sono allenati tutti bene e tutti potrebbero giocare. Senza considerare che la partita successiva ancora sarà anticipata a venerdì quindi… servirà un po’ di turnover. Bocic? E’ un ottimo giocatore e sono sicuro che avrà un futuro brillante. Presto inizierà a essere protagonista della partita dall’inizio, ma prima deve capire alcune dinamiche, deve fare un percorso e ha bisogno dei suoi tempi, inutile cercare di bruciare le tappe”.

Infine, l’attenzione viene rivolta al calcio-mercato degli svincolati, con la ricerca di una punta. Legrottaglie aspetta, ma non è affatto impaziente. “Se c’è qualcuno che ci può dare qualcosa in più lo accettiamo, ma che sia davvero così, altrimenti mi tengo volentieri i miei ragazzi: sono innamorato di loro e lo sanno. Non cerchiamo primedonne, ma personaggi con umiltà, perché l’umiltà precede sempre la gloria. I possibili nomi? Non saprei, io accetterò tutto quello che la dirigenza deciderà, il mio unico ruolo è di allenare. L’unica cosa che faccio è pre-occuparmi di ciò che sta per accadere, ma non nel senso che me ne preoccupo, bensì che me ne occupo prima”.

Insomma, se questo fatidico tabù di cui parlavamo prima verrà davvero sfatato, lo scopriremo solo domani, intanto quello che possiamo fare è goderci il calcio-dama di mister Legrottaglie, eh si… perché è così che lui lo definisce: “Ad ogni azione corrisponde una reazione e il calcio è… un po’ come giocare a dama. Io mi muovo, e tu ti muovi di riflesso, è un sistema variabile, allo stato liquido, non solido”.