CONTRADER Nuovo main sponsor per il Pescara

Da sabato prossimo, in occasione della prima di campionato contro il Chievo, sulle magliette dei biancazzurri campeggerà la scritta: Contrader. Il cambio di sponsor in una squadra di calcio non è certo una novità sconvolgente, però in questo caso c’è un’appendice piuttosto suggestiva dal momento che potrebbe derivarne un’applicazione pratica proprio sull’aspetto tecnico. La Contrader, infatti, è un’azienda campana che opera nel campo dell’intelligenza artificiale (AI), non a caso si avvale della collaborazione di ben 130 ingegneri specializzati in tutte le tecnologie più innovative, un terzo dei quali sono dipendenti diretti. Dunque una partnership molto più profonda di una semplice sponsorizzazione. Quali sono gli addendi? Eccoli qui: algoritmi, intelligenza artificiale e, naturalmente, la materia prima rappresentata dai nostri atleti, non solo quelli della prima squadra, ma anche i più piccoli, nel loro caso… potrebbe aiutarli a realizzare un sogno. Ma andiamo per gradi. La curiosità cresce? Bene, facciamola soddisfare dal presidente della Contrader, il dottor Sabatino Autorino, che parte da una premessa. “Siamo i primi in Italia (all’estero c’è solo il Liverpool) a fare una cosa del genere! Siamo specializzati in tecnologie che ci permettono di studiare a fondo tutte le caratteristiche di ciascun calciatore (o aspirante tale). Come faremo? Attraverso dei “sensori” assolutamente non invasivi, posizionati nelle divise, nei guanti, nelle fasce muscolari. Tramite questi strumenti saremo capaci di valutare le caratteristiche fisiche, tattiche, ma anche psicologiche di ciascun soggetto. Sarà come se ci fosse un singolo osservatore tutti i giorni per ciascun atleta. In questo modo saremo in grado di prevedere gli infortuni, di stabilire quando è meglio far stare un giocatore a riposo, o anche il contrario… . Ma non vogliamo limitarci solo a questo, vogliamo fare di più. E partire dal basso, puntando alla “democratizzazione” delle nostre procedure. Che vuol dire? Adottare i nostri sistemi di valutazione non solo sui giocatori “già fatti”, ma su quelli che non sanno ancora di esserlo (si analizzeranno dunque i ragazzi dalla categoria “Allievi” in su). Ed è proprio su di loro che punta il nostro progetto. Forse perché anche noi non avremmo mai potuto immaginare di creare tutto questo e forse perché qualche volta avremmo avuto bisogno di una persona che ci dicesse che alla fine si, ce l’avremmo fatta, ci preme così tanto dare una possibilità a quei ragazzi di cui spesso ci si dimentica, o ai quali non si dà troppa importanza perché non sono ancora “qualcuno”. Ecco, noi vogliamo accompagnarli nel cammino che li porterà a realizzare i propri sogni e questo farà sì che noi realizzeremo il nostro, di sogno. E’ un passo di un’importanza notevole, daremo un’opportunità a chi magari non pensava di averla, sapremo riconoscere sin da subito un vero e proprio “predestinato”. Anche i provini acquisiranno una connotazione diversa, non saranno più una “scommessa”, bensì uno studio fatto minuziosamente e quotidianamente, e ciascun ragazzo monitorato potrà leggere i propri dati, capirli in maniera più scientifica, migliorarsi e migliorare insieme a tutto il club”.

Dunque, le aspettative sono altissime, si parla di rivoluzionare e mettere le radici per quello che sarà il calcio del futuro. Ma un dubbio sorge spontaneo, come mai tra tutti, proprio la Pescara Calcio?

“Tra i club di serie B, il Pescara è sicuramente il top, parliamo di una squadra storica, seria, con infrastrutture in grado di valorizzare i propri atleti. Da un certo punto di vista ci sentiamo molto simili a questa società. Quello che ci ha colpiti è che prende i ragazzi dai campetti e li porta… in serie A. Pensiamo a Verratti, Lapadula e molti altri, quindi, quale miglior club per esprimere le potenzialità che abbiamo da offrire? Sarà un vero e proprio esperimento, ricerca e sviluppo continuo. I risultati saranno incredibili, ma occorrerà impegnarci la massimo per ottenerli. Proprio come diceva Kennedy, non lo facciamo perché è facile, ma proprio perché è difficile. Sarà una sfida e ci piace per questo”.