EMOZIONIAMOCI | DAI UN CALCIO AL BULLISMO

Il 6 novembre alle ore 10,30 – 11,30 diretta su Veratv canale 79 dalla sala consiliare del Comune di Lettomanopello prende il via il Progetto della Associazione Medea Odv, con la partecipazione straordinaria della Pescara Calcio, il campione Europeo di tennis in carrozzina Andrea Silvestroni. Un progetto itinerante che vede coinvolte diverse regioni italiane come : Abruzzo ,Marche Lazio, Toscana, Puglia, Sicilia.  “EmozioniAMOci” Dai un calcio al…..Bullismo – Lo Sport come strumento di integrazione e inclusione sociale in collaborazione con Veratv canale 79, ENDAS, con il patrocinio del CONI Nazionale  Regione Abruzzo, Pescara Calcio. Insieme per diffondere la cultura della no violenza partendo dall’infanzia, Adolescenti ragazze e ragazzi. Un evento itinerante che vedrà la partecipazione di diverse regioni italiane, coinvolgendo: istituti scolastici, associazioni sportive normodotati e diversamente abili , associazioni cattoliche. Lo sport è lo specchio della nostra società, in grado di trasmettere modelli di vita e pratiche di comportamento più o meno virtuose. Rappresenta, dunque, un importante momento di formazione, sia da un punto di vista motorio che psicologico- emozionale, capace di contribuire attivamente alla formazione delle personalità dei soggetti coinvolti. Ciononostante, non è sufficiente fare sport per crescere bene: per i bambini l’attività sportiva deve rappresentare un momento di gioco e di divertimento, senza costrizioni o eccesso di aspettative, che permette loro di comprendere che nella vita si può perdere, anche quando ci si è impegnati al massimo delle possibilità. In riferimento alla nostra esperienza sociale, lo sport sembra quasi rappresentare un ambito autonomo e distinto, totalmente radicato nel tessuto economico e sociale, che diventa ogni giorno di più parte integrante dello stile di vita di tutti noi. La disciplina è uno dei valori maggiormente legati alla pratica sportiva: ogni ragazzo, infatti, per affrontare nelle migliori condizioni gli allenamenti e le competizioni, deve necessariamente condurre una vita equilibrata, regolare, fatta di sane abitudini e di riposo. Si tratta di un fattore importante, che aiuta i giovani ad abituarsi a strutturare il proprio tempo, a controllare il proprio carattere, rispettare l’impegno preso e i tempi da questo richiesti. Se si approccia allo sport in modo corretto, dunque, si riesce a produrre benessere su più aspetti: la salute, la crescita cognitiva, ma anche l’inclusione e il rispetto per le culture diverse. Perché lo sport è uno strumento educativo Per i bambini è un gioco a tutti gli effetti, che insegna loro ad ascoltare, osservare le regole, rispettare i compagni e socializzare; in adolescenza, l’attenzione si sposta sul fisico, la muscolatura, il peso e gli obiettivi da raggiungere. Vera e propria agenzia educativa, lo sport è dunque sinonimo di impegno e di costanza, che mette alla prova ognuno di noi, aiutandoci a superare limiti e a realizzare sogni. Oggi sono molti i giovani che vivono una crisi d’identità capace di innescare sentimenti di insicurezza, vulnerabilità e fragilità. Ed è proprio in un contesto simile che lo sport, come veicolo educativo, ha un ruolo centrale, poiché forma le persone in quanto tali, ancor prima degli atleti. Ma se si parla di educazione in riferimento allo sport, non dobbiamo dimenticarci di chi ha in carico la responsabilità di portare avanti con successo una tale mission. Ecco come la figura dell’allenatore diventa, quindi, centrale nella vita dei più giovani: ciò che un buon educatore sportivo è chiamato a fare, al fine di svolgere al meglio il suo ruolo, è di svincolare l’autostima dei ragazzi dal risultato, di stimolare l’assunzione di responsabilità e l’autonomia, di salvaguardare il diritto di sbagliare per poi ricominciare. L’allenatore, infatti, diventa la terza figura fondamentale per la crescita del bambino, dopo i genitori e la scuola, assolvendo allo stesso tempo al compito di insegnante, modello, istruttore e animatore. Perché lo sport ha una funzione sociale Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione”. In effetti, uno dei fondamenti dello sport è quello obbligare i ragazzi a vivere in un gruppo, per poi sentirsi parte di un determinato contesto sociale. Questo, infatti, viene considerato da molti sociologi uno dei bisogni primari di ciascun individuo, senza il quale non riuscirebbe a vivere in una condizione di normalità e di armonia con sé stesso. È indubbio che lo sport sia un veicolo di inclusione, aggregazione e partecipazione con un ruolo sociale fondamentale, che permette lo sviluppo di capacità e abilità essenziali per una crescita equilibrata. Che si tratti di bambini, di ragazzi, di adulti o di anziani, esso rappresenta una scuola di vita, che non smette mai di insegnare nuove regole: stare con gli altri, condividere, contribuire al raggiungimento di obiettivi difficili, sfidanti, ma non impossibili. Il senso comune di appartenenza e partecipazione sono armi potenti, che, piano piano, possono realizzare quel cambiamento che da sempre si identifica nello sport, favorendo una maggiore coesione economica e sociale, ma anche una maggiore integrazione tra le parti della società. Gruppi meno rappresentati, persone con disabilità o che provengono da contesti sfavoriti: lo sport, a prescindere dall’età, dalla religione o dall’origine sociale, ha una grande valenza aggregativa e promuove il benessere fisico e sociale. Esempi virtuosi in contesti difficili Un diritto di tutti e che non dovrebbe essere negato a nessuno, lo sport, come più volte ha sottolineato il Consiglio dell’Unione Europea, è fonte e motore di inclusione sociale, oltre che strumento per l’integrazione di minoranze e gruppi a rischio di emarginazione sociale. È questa la ragione per cui molte società ed organismi sportivi promuovono, in modo concreto, processi di partecipazione allo sport che prescindono completamente dalle condizioni economiche, sociali e individuali delle persone. Le naturali distinzioni di lingua, colore e origine sono fondamentali per accrescere i ragazzi che praticano attività sportiva. Nel gioco, infatti, esistono diversità di ruoli e di caratteristiche che, insieme, formano il team vincente. In Italia sono tanti gli esempi in cui, attraverso i valori dello sport e la sua capacità di unire, si è cercato di mettere in atto progetti di innovazione sociale, per superare le difficoltà di aggregazione di ragazzi che presentano disabilità fisiche o vivono in contesti difficili.