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Domenica 20 settembre 1981 si gioca la seconda giornata del campionato di serie B 1981 – ’82 ed il Pescara ospita il Brescia. Il Delfino intende subito riscattare il brutto esordio nel torneo, coinciso con un pesante 3 – 0 patito sul campo del Pisa, una delle favorite per la promozione in serie A. Compito davvero arduo, perché all’Adriatico si presenta un’altra squadra accreditata dai più per il salto nel massimo campionato, ovvero il Brescia, che nel primo turno ha confermato le proprie qualità superando 2 – 1 in casa la Sampdoria, un’altra corazzata. Malatrasi, allenatore bianco azzurro, si affida a Frison, Romei, Gentilini, D’Eramo, Salvatori, Pellegrini, Silva, Taddei, Nobili, D’Alessandro e Livello. Magni, tecnico della Leonessa, risponde con Malgioglio, Podavini, Galparoli, De Biasi, Guida, Venturi, Salvioni, Lorini, Vincenzi, Tavarilli e Graziani.

Nei primi minuti, i lombardi sembrano adeguarsi al ritmo lento imposto dagli abruzzesi, senza che nessuno dei protagonisti dia quel cambio di passo necessario a liberare una gara ossessionata dalle alchimie tattiche da una parte e dall’altra. Decisamente infelice, per il Pescara, la scelta di Malatrasi di rispolverare il giovane D’Eramo, dopo quasi un anno di inattività, schierandolo sulla fascia sinistra e costantemente travolto dalle incursioni di Podavini, uomo ovunque in campo, capace pure di accentrarsi e di impostare a pieno agio. Inevitabile, al 39’, la sostituzione con Casaroli, che rianima un Delfino che già prima, comunque, pur con l’andatura da tartaruga, aveva messo sotto la Leonessa. Al 22’, Livello non riesce a concretizzare una splendida azione Nobili – Gentilini, mentre due minuti dopo è D’Alessandro a costringere Malgioglio al volo miracoloso alla sua sinistra per deviare con la punta delle dita una conclusione potenzialmente micidiale. Le Rondinelle sembrano volare basso, ma rialzano la testa sul finire di tempo, sospinte da Vincenzi, che prima, di testa, trova il salvifico intervento di Pellegrini sulla linea e poi, a tu per tu con Frison, calcia sul portiere bianco azzurro che si salva con i piedi.

Il secondo tempo vede di nuovo gli abruzzesi più vivi, consapevoli del proprio tasso tecnico inferiore agli avversari, ma sempre encomiabili per corsa e spirito di sacrificio. Una gara giocata davvero con il cuore in mano dal Pescara, a cui sembra contrapporsi il sigaro in bocca del Brescia, convinto di riuscire prima o poi a sbloccare il risultato ed a far suo l’incontro in nome della presunta superiorità. A nove minuti dalla fine del turno di giornata, però, la classe operaia bianco azzurra va in paradiso: Mazzarri, entrato due minuti prima al posto di Livello, ruba una palla in mediana e serve Taddei che mette un cross dalla destra perfetto per la testa di Silva che non perdona Malgioglio. Per Silva soddisfazione doppia: goal partita e addirittura trecento bottiglie di vino in premio. E, alla fine, l’Adriatico brinda soddisfatto ai primi due punti di stagione del Delfino all’insegna del detto “In vino veritas e… vittoria”!

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