Sabato 6 maggio 2006 è in programma la 39° giornata del campionato di serie B 2005 – ’06 ed il Pescara ospita il Cesena. Dopo due retrocessioni consecutive in C1 ed altrettanti ripescaggi -complici i fallimenti di Ancona, Perugia e Salernitana – il Delfino ha finalmente la possibilità di conquistare sul campo la permanenza nel campionato cadetto. Battendo i romagnoli, infatti, i bianco azzurri di Sarri raggiungerebbero i 49 punti che garantirebbero la matematica salvezza. L’occasione è davvero ghiotta, considerato che i bianco neri sono sì quinti in graduatoria, in piena corsa per i play off, ma che quello che dovrebbe essere il momento clou della stagione sta coincidendo anche con il periodo più difficile della squadra guidata da Castori: solo tre punti nelle precedenti sei giornate, vittoria che manca dal 32° turno e due sconfitte consecutive alle spalle. Sarri – che vuole, invece, aggiungere altri punti ai quattro guadagnati nel giro di due settimane – sceglie il modulo 4-2-3-1 e schiera Tardioli in porta, Gimenez, Gonnella, Zoppetti e Pesaresi in difesa, Luisi e Tognozzi mediani bassi, Vigna, Gautieri e Croce tre quartisti dietro all’unica punta Cammarata. Castori, dopo alcuni esperimenti tattici rivelatisi alquanto sfortunati, ritorna al suo caro 4-3-3 con Turci tra i pali, Ferrini, Zaninelli, Rea e Morabito nelle retrovie, Ciaramitaro, Fattori e Salvetti a centrocampo, Bracaletti, Bernacci e Ferreira Pinto in attacco.

Sotto un sole precocemente estivo, i romagnoli sembrano aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori, costringendo gli abruzzesi ad una partita meramente difensiva. Così, al 36’, una spettacolare rovesciata di Salvetti (punizione di Bracaletti e doppia torre di testa di Zaninelli e Bernacci) è il giusto coronamento dell’ottima condotta di gara degli uomini di Castori. Che continuano a stupire anche ad inizio ripresa, quando, dopo otto minuti, raddoppiano grazie a Bracaletti, che infila Tardioli su assist di Ferreira Pinto, involatosi dopo aver approfittato di un grossolano errore di impostazione di Zoppetti. L’Adriatico sembra rassegnato a rimandare la festa salvezza, ma, quattro minuti dopo, il Delfino ha un sussulto d’orgoglio: angolo di Pesaresi e testa vincente di Gonnella. Ma, al 16’, ecco l’episodio che potrebbe far pendere le sorti della gara definitivamente da parte cesenate: scontro in area tra Baù (entrato al 7’della ripresa al posto di Gautieri) e Bracaletti, rigore assegnato dall’arbitro Mazzoleni, ma contro decisione dell’assistente Altomare, che induce il direttore di gara a tornare sui suoi passi e, addirittura, ad ammonire Bracaletti per simulazione. Oltre a Baù, anche l’ingresso di Bonfiglio (dal 13’del secondo tempo per Vigna) fa lievitare il rendimento della squadra di Sarri, che, al 19’, si vede annullare un goal di Croce per fuorigioco. E quando il cronometro sembra essere il nemico in più del Pescara ed i rimpianti per una prima ora di gioco troppo rinunciatario dilagano, ecco il recupero destinato a finire trionfante negli almanacchi bianco azzurri: al 46’, su corner di Pesaresi, Zoppetti segna il pareggio, mettendosi definitivamente alla spalle l’errore commesso in occasione dello 0 – 2 del Cesena; e, al 48’, quando mancano solo due minuti all’epilogo, su nuovo assist di Pesaresi, è Cammarata, di sinistro, a portare il Delfino avanti 3 – 2 e definitivamente in salvo, scatenando l’entusiasmo del popolo pescarese. La doppia espulsione di Zaninelli e Gonnella, per reciproche scorrettezze, è l’ultima “emozione” prima della grande abbraccio collettivo, degno sigillo di una permanenza in serie B inseguita tutta una stagione, guadagnata in due minuti e con tre giornate di anticipo!

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